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<<PELLEGRINAGGIO
ALLA CATTEDRALE SOMMERSA>>
Solitamente la visibilità è ridotta a pochi metri
nel fondale di fronte a Riomaggiore dove da sessantatre anni
è adagiato il relitto del cacciasommergibili Equa. Invece
il 14 giugno scorso, quasi per magia, il mare cupo e torbido
si è trasformato in un mare trasparente con un turbinio
di onde create appositamente per richiamare tutti i caduti in
una grande adunata di fronte a coloro che si sono immersi in
un momento di raccoglimento per non dimenticarli e per deporre
una corona di fiori.
“Spero di essere riuscito nel mio intento, cioè
toccare il cuore di tutti gli italiani” esclama Vittorio
Innocente l’ideatore di questa commovente cerimonia portata
a termine con grande impegno. “A questa - sacra e patriottica
immersione – volevo che partecipasse un rappresentante
del nostro Governo e quindi ho esteso l’invito al Presidente
Giorgio Napoletano, Romano Prodi, Silvio Berlusconi i quali
hanno risposto con lettere ricche di parole di encomio nei miei
riguardi. Gianfranco Fini ha accettato con entusiasmo il mio
invito spinto dalla sua grande passione verso l’attività
subacquea, ma soprattutto con lo spirito “Italiano”
per onorare la memoria di chi ha perso la vita per il tricolore.”
Massimo D’Alema non ha inviato nessun messaggio.
Dopo aver ricevuto la speciale benedizione da parte del Vescovo
Monsignor Bassano Staffieri, il convoglio navale guidato da
una vedetta d’altura della Capitaneria di Porto è
salpato dal Molo Italia, non a caso è stato scelto questo
luogo per il ritrovo, ed ha raggiunto il punto di immersione
navigando per quaranta minuti.
Insieme a Vittorio Innocente ed a Gianfranco Fini, si sono immersi
venticinque amici subacquei appartenenti ai nuclei dei Vigili
del Fuoco della Spezia (cui Innocente fa parte), Carabinieri,
Guardia di Finanza e Polizia di Stato.
“Nel momento in cui è stata posizionata la corona
di fiori sul cannoncino di prua, l’emozione ha attraversato
i nostri cuori” dice Vittorio “Sotto i cristalli
delle maschere ho visto brillare gli occhi di tutti i miei compagni.”
Contemporaneamente in superficie le sirene di tutti i vettori
navali si sono unite in un'unica voce.
Le significative immagini dell’immersione sono state immortalate
dalla telecamera del cineoperatore subacqueo Antonio Pizzo del
The European Dive In’ Center e sono già state trasmesse
nell’edizione serale del TG2 e TG3 RAI e da numerose emittenti
televisive private.
Aragoste,
astici, gronghi e pesci luna hanno trovato riparo tra le lamiere
della nave che, dopo oltre sessant’anni dall’affondamento,
si sono ricoperte di insediamenti bentonici quali colonie coloratissime
di anemoni gioiello, gorgonie e distese di ostriche.
Era il 10 GIUGNO 1944, quando un’unità germanica
speronò la motonave EQUA di fronte al porto della Spezia.
Continuò ugualmente a navigare, finchè si inabissò
nelle acque di fronte a Riomaggiore. Non vi furono vittime.
Costruita nell’anno 1929 per trasporto di passeggeri,
fu requisita dalla Regia Marina nel maggio del 1940 per essere
impiegata nella caccia ai sommergibili. Prestò servizio
anche come vedetta foranea alla scuola antisommergibili del
Varignano, per questo fu dotata di un cannone da 100 mm. a prua
e da due mitragliere da 20 mm., più l’apparato
antisommergibile carico di bombe di profondità a poppa.
Lunga 40 metri e larga sette, la EQUA è adagiata su un
fondale di quaranta metri a un miglio e mezzo dalla costa. In
assetto di navigazione con la prua rivolta verso ponente e leggermente
sbandata sulla sinistra.

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