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PIPIN
PORTA IL MONDIALE NO LIMIT A –170 METRI E JAMES CAMERON
LO RIPRENDE PER IL NUOVO FILM “THE DIVE” CON SALMA
HAYEK
Il 12 Ottobre 2003 il profondista cubano Francisco Ferreras
“Pipin” ha scritto una nuova esaltante pagina
nella storia del profondismo in apnea portando il primato
mondiale della specialità “No Limits” o
“Assetto Variabile Assoluto” alla fantastica quota
di 170 metri. Prima di addentrarci nella pura cronaca di una
impresa strabiliante, ricordiamo che Pipin ha tentato con
tutte le sue forze un record veramente al limite delle possibilità
umane con l’obiettivo primario di commemorare degnamente
sua moglie deceduta in un tragico tentativo di record il 12
ottobre 2002. E visto come erano andate le cose, questo, forse,
era l’unico modo possibile per renderle onore.
Per realizzare il suo progetto, denominato “Audrey Memorial”
Pipin ha lavorato per tanti mesi attivando una imponente struttura
organizzativa basata su: grandi imbarcazioni appoggio, un
adeguato team di sommozzatori dislocati alla varie profondità
sotto la regia del noto profondisti Tek Diver francese Pascal
Bernabé, di due sub apneisti per seguire la fase finale
della risalita, di due mini sommergibili, di una squadra di
assistenza medica e di rianimazione, di una camera di decompressione
situata a pochi minuti di barca dal luogo dell’immersione
per salvaguardare la sicurezza dei sommozzatori profondisti
e dei più moderni ritrovati tecnologici per il monitoraggio
di tutte le fasi della discesa e della risalita da 170 metri.
In particolare è stato utilizzato un computer speciale
progettato dall’ingegnere Kim Mac Coy fissato sulla
schiena di Pipin e avente lo scopo di rilevare: profondità,
temperatura, velocità. Completa anche la copertura
videosub.
A tutto questo va aggiunto che per la prima volta nella storia
del profondismo, sono state realizzate delle riprese cinematografiche
in tempo reale per il nuovo film “The Dive” di
James Cameron, anche quando Pipin ha toccato i –170
metri. Cameron ha seguito di persona con molta attenzione
ogni fase dell’operazione “Audrey Memorial”
entrando idealmente nella storia che vuol portare sul grande
schermo ricostruendo le vite parallele di Audrey e Pipin fino
al loro incontro, all’amore, ai ricordi dei pochi anni
vissuti assieme e alla tragica fine della giovane Audrey.
Era presente sul set anche le nota attrice messicana Salma
Hayek che dovrà interpretare la parte di Audrey.
La preparazione dell’operazione “Audrey Memorial”
era iniziata mesi prima e Pipin aveva attuato un meticoloso
programma di allenamento per presentarsi in perfetta forma
al momento sicuramente più importante della sua vita.
Giorni e giorni di intensi allenamenti alternando corsa, palestra,
impegnative battute di pesca subacquea in apnea, la prima
disciplina praticata in gioventù da Pipin. Nei quindici
giorni precedenti il tentativo di record, il più forte
profondista di tutti i tempi, fra Miami e Cabo San Lucas,
ha eseguito sei discese di allenamento in apnea fra i –100
e i –163 metri di profondità. Quest’ultima
l’ha eseguita con facilità il 10 ottobre, stabilendo
di fatto un nuovo primato mondiale assoluto. Pipin è
molto soddisfatto, caricato, e tutti i presenti concordano:
il campione cubano non è mai stato così in forma!
Le sue attrezzature per l’immersione sono sempre quelle
assai affidabili della Mares, suo sponsor tecnico.
E veniamo al 12 ottobre. Le condizioni meteomarine sono ottime:
sole, mare calmo, acqua limpida e assenza di corrente; la
temperatura dell’acqua in superficie è di 28°C.
La logistica dell’operazione è veramente straordinaria,
sia per la sicurezza sia per i controlli e per la copertura
video.
E viene il momento della verità. Pipin sta per compiere
l’impresa che può riavvicinarlo alla sua Audrey:
solo con la mente se tutto va bene e riesce o per l’eternità,
in cielo, con l’anima in caso di infausto fallimento.
Il piano operativo di Pipin, collaudato da tanti anni di record,
prevede tre immersioni di riscaldamento. In acqua sono tutti
pronti, ma Pipin non trova la giusta concentrazione. Ripensa
agli attacchi che gli hanno portato nei giorni precedenti
alcune persone che credeva amiche e non riesce a ritrovare
lo spirito giusto. Finalmente, ripensando a Audrey, nell’ultima
discesa di prova ritrova se stesso ed ecco come descrive il
suo stato d’animo: “Mi sono sentito come se stessi
scendendo fino in fondo al mare. Sono entrato in uno stato
di trance dove Audrey ha preso il controllo su di me. Ho continuato
a scendere e mi sono fermato quando mi sono reso conto di
essere a trenta metri. Mi sono goduto quel momento, così
privato e diverso. Sentivo di essere in contatto con lei.
Quando ho sentito la prima contrazione ho incominciato la
risalita. Audrey mi ha dato la forza, insieme alla mia abilità
ed al suo tocco magico. Quando sono arrivato in superficie
Tata (l’assistente apneista) mi ha risvegliato dal trance.
Abbiamo controllato assieme il mio computer: segnava 3’
e 22”. Da quest’ultima immersione ho capito di
essere pronto per la prova e così è stato”.
Poco dopo l’ingegnere elettronico Kim Mac Coy annuncia
in inglese e spagnolo che mancano 5 minuti al via e i sommozzatori
dell’assistenza scendono verso le quote prestabilite.
L’abilissimo Tek Diver francese Pascal Bernabé
va a posizionarsi a –170 metri. Hubert Foucart, grande
esperto anche di immersioni speleo prende posto a –140
metri. Chris Brandon, canadese che lavora alle isole Cayman
si ferma a –70. Guido Brasse, fotografo sub, staziona
attorno ai 40 metri e i due apneisti, un giovane americano
e Tata, cubano amico d’infanzia di Pipin stanno pronti
in superficie.
James Cameron e i suoi uomini riprendono in continuazione
a quote diverse. Poi Pipin parte verso il fondo trascinato
da una zavorra di 75 chili seguendo lo stesso cavo guida e
la stessa slitta che aveva usato Audrey. Il cubano scende
alla fantastica velocità di 2,1 metri al secondo anche
grazie al fatto che compensa automaticamente senza fermarsi
mai. A 160 metri immette un po’ d’aria nel pallone
per rallentare la corsa e si arresta regolarmente a –170.
Il nuovo record mondiale è centrato! Pipin è
il Re degli abissi. Per la prima volta nella storia dei record
ci sono più testimoni alla profondità massima:
Pascal Bernabé e l’equipaggio del mini sommergibile
Deep Rover, il comandante-pilota e un operatore della squadra
di James Cameron.
La profondità è documentata anche dai due computers
di Pipin, uno al polso, l’altro sulla schiena, dagli
strumenti di bordo del sommergibile e da quelli di Pascal.
In profondità l’acqua è molto fredda,
12°C.
Dopo aver toccato il disco, Pipin mette aria nel pallone e
riparte verso la superficie; la sua velocità è
di 4 metri al secondo. Deve affrontare una distanza che equivale
all’altezza di un edificio di 57 piani ma è lanciatissimo.
A venti metri dalla superficie, Pipin abbandona il pallone
che sfonda il pelo dell’acqua fra una cascata di spruzzi
mentre lui prosegue lentamente seguito da vicino da Tata.
Dopo 2’ e 39” il campione riemerge vittorioso
e appagato. Lasciamo a lui la descrizione dell’impresa.
“Ho completato l’immersione in un tempo che reputo
essere il migliore della mia carriera, anche perché
gli ultimi venti metri in risalita li ho fatti lentamente.
Sono molto contento perché per la prima volta nella
storia dei record ho avuto ben tre testimoni alla profondità
massima e sono stato ripreso da due telecamere, una digitale
era quella del direttore della fotografia di James Cameron
L’evento è stato seguito da 85 persone, compresi
giornalisti e fotoreporter e la nota attrice messicana Salma
Hayek che interpreterà il ruolo di Audrey nel film
“The Dive” di Cameron. Ringrazio tutti, anche
a nome di Audrey e devo veramente tanto a James Cameron che
ringrazio di cuore perché senza il suo sostegno l’immersione
non avrebbe avuto lo stesso successo”.
A conferma di quanto ha affermato Pipin ricordiamo alcuni
dati dei precedenti record mondiali assoluti: Nel 1998 Gianluca
Genoni fece il record a 135 metri nel tempo totale di 3’
e 3”; L’anno seguente si migliorò di tre
metri con il tempo di 3’ e 20”. Nello stesso anno,
in ottobre a Rapallo Umberto Pelizzari scese a 150 metri in
2’ e 57”. Nel 2000 Pipin stupì il mondo
con –162 metri in 3’ e 12”.

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BOX JAMES CAMERON
Nato in Canada a Kapuskasig (Ontario) il 16 agosto 1954, segno zodiacale Leone. Nel 1971 si trasferisce negli Stati Uniti, in California dove studia fisica. Per il cinema è un autodidatta. Ma dotato di intelligenza superiore e grandissimo carattere in pochi anni entra da protagonista nel cinema nei ruoli di regista, sceneggiatore, produttore editore. I suoi film si distinguono per la continua ricerca di innovazioni. I motivi conduttori delle sue realizzazioni sono: estrema tensione narrativa, spettacolarità, impiego continuo di effetti speciali innovativi, applicazione di tecnologie avanzatissime, senza badare ai costi. I suoi film fruttano regolarmente altissimi incassi.
Da giovane rimase affascinato dal film di Stanley Kubrick “2001 Odissea nello spazio” e in seguito da “Guerre stellari” di Gorge Lucas.
Tra i suoi film di maggior successo:
nel 1984 Terminator
1986 Aliens scontro finale
1989 The Abyss che gli frutta il primo Premio Oscar
1991 Terminator 2
1994 True lies
1997 Titanic che riceve ben 11 Oscar
2003 Ghost of the abyss
Cameron è appassionato di auto di grossa cilindrata, è brevettato pilota di ultraleggeri e di pallone aerostatici, ma la sua grande passione è l’immersone subacquea.
Vorrebbe immergersi per 4 o 5 settimane ogni anno, ma gli impegni di lavoro gli consentono solo una settimana di vacanza in crociera subacquea.Ha il brevetto d’immersione della YMCA e ama moltissimo il mare e gli piacciono tanto le immersioni nei relitti per il mistero che li caratterizza. Vorrebbe anche provare a fare speleosub e sta pensando alla realizzazione di un film girato sotto terra con delle nuove telecamere 3D. Proverebbe anche a fare immersioni tecniche ma a non più di 100 metri. Presto andrà in Grecia per le riprese di un film sul relitto della nave Britannic, gemella del Titanic su fondale di 100/120 metri; per le riprese si avvarrà si ROV (Remote Operated Vehicle) mini sommergibili e Tek divers.
Ha pensato di fare il film “The Dive” dopo aver appreso la storia di Pipin e di sua moglie Audrey Mestre. Cameron è rimasto colpito dalle due personalità assai diverse. Pipin rude cacciatore subacqueo in gioventù e poi profondista estremo per passione e per lavoro. Audrey un essere in comunicazione spirituale con il mare, sensibile e dolce.
Cameron è rimasto impressionato nel vedere a –170, dal vero, in apnea l’uomo più profondo del mondo, per essendo abituato a spettacoli d’ogni tipo ha provato nuove emozioni. |
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PROFILO DELL'ATLETA
Francisco Ferreràs "Pipin"
Francisco Ferrera Rodriguez, in arte "Pipin" è nato a Matanzas,sulla costa settentrionale di Cuba, il 18 gennaio 1962. Pipin pesa kg. 91; e alto 1,77 e ha una capacità vitale di 8,2 litri.
E' coniugato con Audrei Mestre.
Ha "galleggiato" già a 8 mesi ; a 5 anni il suo gioco preferito era fare caccia subacquea con un fuciletto ad elastici, ha preso il primo pesce grosso a 8 anni, era una cernia di 20 kg. Ha fatto la scuola superiore di perfezionamento atletico, poi nuoto agonistico specialità: 100 metri stile libero e farfalla, entrando in nazionale e partecipando per due vole ai campionati europei ; per due anni è stato campione nazionale nelle due specialità.
Nel 1982 ha scoperto i primati di discesa in apnea e senza una specifica preparazione ha raggiunto in assetto costante -61 metri.
E' stato per quattro volte "nazionale" di caccia subacquea e ha praticato la caccia subacquea per allenarsi per i primi record di apnea.
Pipin è entrato nell'albo d'oro dei primati mondiali di immersione nel 1987 quando scese in assetto costante a Cayo Largo (Cuba) a -67 m. in 2' e 28".
Nel mese di novembre del 1988 migliora il suo record mondiale sempre a Cayo Largo, toccando i -69 metri in 1' e 58".
Nel 1988 viene scoperto e portato alla ribalta internazionale dal giornalista Gianni Risso che ottenne la sponsorizzazione per il record mondiale di -69 m. con attrezzature subacquee: SEAC, ELIOS, SAN - O - SUB e per la prima volta la copertura video della NIMAR - PLASMECCANICA.
Nel 1988, firma il contratto da sponsor con la Mares.
Per il record in assetto variabile, in questa prima fase, Pipin non ha maestri fra i grandi profondisti, ma fa tutto con i propri mezzi e con la sua equipe e in particolare con il suo preparatore - allenatore Eladio Miguel Hernandez "Moro".
Pipin pinneggia in un modo personale, decisamente inconsueto, al contrario del modo tradizionale. Muove la colonna d'acqua dietro la schiena. Per fare lavorare le gambe in questo modo, è indispensabile rinforzare il tendine che sta dietro al polpaccio e un muscolo interno della coscia. "L'idea di pinneggiare in questo modo - spiega Pipin - mi è venuta guardando l'Albacora, un pesce velocissimo".
Sempre nel 1988 viene in Italia e firma il contratto di sponsorizzazione con la Mares.
Nel 1989 è il primo essere umano che supera la barriera dei 110 metri nell'assetto variabile assoluto.
Nel 1991 porta il mondiale No Limits a 115 metri e per la prima volta l'immersione viene trasmessa in diretta dalle Televisioni europee.
L'anno seguente a Ustica Pipin porta il mondiale della specialità a -120 metri.
Nel 1993 alle Bahamas nuovo sensibile miglioramento: -125 metri.
L'anno dopo, a Siracusa, Pipin si migliora di un metro sotto agli obiettivi di sei telecamere che mandano in diretta europea le immagini del record.
Pipin tocca -128 nuovamente a Siracusa nel 1996 e un anno dopo in Bassa California scende a -130 metri. Poi il record gli viene tolto da Pelizzari che scende a 131 metri e la risposta di Pipin viene in novembre con 133 metri.
Il 18 gennaio 2000, a Cozumel (Messico), Pipin si riprende il record mondiale assoluto (lo deteneva Loic Le Ferme con 152 metri) scendendo a -162 metri.
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AW - Qual è il tuo rapporto con il mare?
P - Per me il mare è semplice "materia" ed io per accedervi ed essere accettato da lui ho imparato ad adattarmi a lui e a capirlo e rispettarlo in ogni sua manifestazione estemporanea, nel bene e nel male.
AW - Cosa pensi negli ultimi momenti prima di ogni discesa per il record?
P - Sono concentrato al massimo, il mio corpo e lo spirito sono pronti; penso solo al mio obiettivo: "conquistare il grande blu". Sono cosciente di essere sul punto di battere un primato sportivo, ma la mia priorità interiore è quella di scoprire quanto è profondo il mio mare. Oggi l'obbiettivo è raggiungere i -165 metri, ma sono più che convinto di poter scendere ancora più giù.
AW - Qual è il tuo limite invalicabile, o per dire meglio, a che profondità pensi di poter scendere in futuro?
P - Penso che il mio limite sia a -180 metri.
AW - Come fai a riempire d'aria i tuoi possenti polmoni prima di lanciarti nel blu?
P - Con determinazione prendo l'ultimo respiro per riempire totalmente i polmoni. Ho una capacità di 8,2 litri, ma per fare il pieno riempio prima l'addome, poi la gabbia toracica e infine la parte superiore dei polmoni e la laringe.
AW - Puoi rendere l'idea di come si svolge la discesa, e quali sono le tue reazioni emotive e fisiologiche?
P - Scendo senza maschera, a occhi chiusi per non deconcentrarmi. La prima fase discendente la faccio a tre metri / secondo, controllo il funzionamento della slitta zavorrata, del freno e dell' acceleratore; compenso con la massima naturalezza e mi trovo a -30. Mentre proseguo, il mio organismo reagisce al cambiamento di pressione e allo stato di apnea. I miei battiti cardiaci scendono a 45 al minuto e continuo a scendere compensando felicemente. Percepisco di trovarmi sui 60 metri grazie al mio sistema uditivo che funziona da profondimetro con grande precisione. Devo rallentare e agisco sul freno per scendere a 2 m / s fino a quota -100. In questo tratto ripenso a Enzo Maiorca e ricordo che erano le quote alle quali lui si doveva fermare per compensare e in caso di difficoltà doveva rinunciare e risalire. Quando supero gli 80 metri è ancora il mio orecchio che mi informa che sto lottando contro una pressione di 9 atmosfere. Le mie pulsazioni scendono ulteriormente, ora sono a 30 . Apro gli occhi e mi vedo sfilare via a due metri di stanza, la sagoma di un assistente che mi da' sicurezza e mi fa sentire bene. A -100 serve il massimo dell'auto controllo per dominare qualsiasi impulso ed evitare distrazioni psicologiche. Eseguo per l'ultima volta la compensazione; contraggo il diaframma e mi rendo conto che i miei polmoni sono già pieni di plasma sanguigno per I' effetto Blood shift, un fenomeno comune a tutti i mammiferi marini che scendono in profondità. La massa sanguigna che si trasferisce dalla periferia dell' organismo ai polmoni evita lo schiacciamento che ne determinerebbe la pressione idrostatica. Mi rendo conto che gli 8,2 litri d' aria con cui ero partito si sono ridotti a circa un quarto di litro e che quest'aria è finita nei miei seni paranasali e nelle mie Trombe d'Eustachio, a causa delle continue compensazioni che ho dovuto fare. Scendo di altri 5 metri e sono a -105, provo a compensare come al solito ma non mi è possibile, la pressione che faccio non è più sufficiente. Decido perciò di procedere con il sistema che ho scoperto. Mi tolgo le pinzette dal naso lasciando passare l' acqua attraverso i condotti nasali, inondando cosi i seni paranasali che hanno ancora l' aria immagazzinata, l' acqua spinge l' aria verso l' interno dell'orecchio attuando una compensazione automatica. A partire da questo momento non ho più bisogno di ricorrere ad altre manovre di compensazione in quanto l' acqua continua ad entrare nelle mie fosse nasali, adesso aperte, e provvede a compensare gradualmente. A -116 metri i miei battiti cardiaci sono scesi a 14 al minuto, il cuore fa il suo dovere e pompa sangue fresco alla mia corteccia cerebrale. Sento però chiaramente l' effetto della pressione sul corpo. Il mio organismo vorrebbe far cessare lo stress, mi spavento un attimo, per ritrovare concentrazione e mi impongo dei pensieri : quali sono i miei numeri di telefono? Qual' è la capitale della Cina? in che direzione è l' abisso? a che profondità sono? e cosa sto facendo? In pochi attimi ritrovo me stesso, la mia coscienza e tutta la concentrazione. Ormai sono oltre i -120, poi a -126 e poco dopo, entro nella storia a quota -133,8. Sono pienamente cosciente e soddisfatto . Con la mano destra apro la valvola del la bomboletta d ' aria compressa che gonfia il pallone di sollevamento che mi riporterà in superficie. Vedo che si gonfia e con la stessa mano afferro saldamente la struttura metallica che costituisce l'involucro della sacca d'aria. Quando la sacca d' aria è sufficiente sblocco il cane che libera il mio ascensore. Risalgo velocemente e sento chiaramente che il mio sangue torna alla circolazione arteriosa dopo aver fatto il suo dovere inondando i polmoni. Mi rendo conto di aver un'ampia autonomia e il mio cuore torna gradatamente alle frequenze abituali. Mi trovo ormai a -50 metri e guardo verso la superficie, vedo la luce. A -10 metri lascio andare il pallone / ascensore, afferro il cavo guida, faccio una verifica delle mie condizioni psico - fisiche, sono conscio che tutto è filato liscio e, soddisfatto, seguo il cavo e guadagno la superficie. |
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