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FOTOGRAFIA SUBACQUEA

Al concorso internazionale Fotosub Colony 2010 domina l’italiano Marco Bollettinari
 Si è svolta con successo nelle acque cubane dell’Isla de la Juventud dal 15 al 20 febbraio l’incontro internazionale competivo di fotografia subacquea più importante del Centro America organizzato da Havanatur e dalla Federazione Subacquea Cubana, con la partecipazione di specialisti provenienti da: Cile, Messico, Spagna, Argentina, Cuba e altre nazioni europee.
 Nella quattro categorie si sono distinti su tutti, occupando le prime tre posizioni del podio fotografi cubani, cileni e l’italiano Marco Bollettinari. Quest’ultimo ha vinto nettamente e con pieno merito nella categoria “Pesci” e si è piazzato secondo nell’ambiente senza modello. Nella classifica assoluta si è piazzato alle spalle del cubano Héctor Sardinas, vincitore grazie alla sua regolarità con piazzamento al terzo posto nelle quattro tematiche previste.
 Ecco un breve racconto della gara fatto da Marco Bollettinari.  
Ho saputo della gara tramite Havanatur di Roma e ho preso al volo il pacchetto di viaggio trovandolo molto interessante. Sono partito da Roma il 12 febbraio per rientrare il 21. Arrivato sul posto, unico italiano, per la mia prima gara internazionale, mi sono trovato a competere con alcuni fotografi subacquei che avevano già rappresentato i loro Paesi ai Mondiali e ho trovato con piacere  in giuria l’ esperto Domenico Russo di Firenze. Sono arrivato a l’Havana il 13 e ho fatto il  turista fino al 15 quando con volo interno  ho raggiunto l’isola  della Juventud. L’ organizzazione è stata buona ...le giornate di gara, tutte nel Parco Nazionale di Punta Francese, assomiglivano molto alle nostre..con partenze all alba e rientro al tramonto ..barche comode ma lente che si tramutavano in 2 ore di navigazione per andare e altrettante per tornare...ma con la simpatia dell’equipaggio e degli altri concorrenti e  nel  riguardare l’atrezzatura e commentare le immersioni le ore volavono.
 Durante la manifestazione ho avuto il piacere di conoscere la grande compionessa di apnea profonda Deborah Andollo che riveste la carica di presidente Federazione Cubana delle Attività Subacquee -FCAS che fa parte della CMAS.
 La serata conclusiva è stata fantastica con cenone di gala e a seguire un meraviglioso balletto di ragazzi e ragazze vestiti di solo colori che anno cantato e ballato in uno spettaccolo molto coivolgente. Per concludere desidero ringraziare Domenico Russo che per la scelta delle foto  ogni sera mi dava preziosi consigli e ringrazio anche Nora Camara Fernandez la sua assistenza sott’acqua. Ho vissuto una bella settimana di agonismo  che consiglio a tutti gli appassionati di fotosub. Mi hanno detto che  l’ anno prossimo sarà replicata ad aprile.  L’hotel è sulla spiaggia ed ha una bella piscina

IL  PALMARES di Marco Bollettinari
Concorso Lanciano -LA CULTURA DEL MARE- 1 posto 1999-2002-2003
Concorso nazionale -CITTA DI VOGHERA .1 posto  .1 trofeo ISOLA DI BERGEGGI 2005 CAT ANALOGICA 1 POSTO 2005......
1 concorso Città di BRUXELLES  2 posto
CAMPIONE ITALIANO INDIVIDUALE 2006  CAMPIONATO ITALIANO A SQUADRE 3° in coppia con VISINTIN
2008 CAMPIONATO ITALIANO SAFARI FOTOGRAFICO  A SQUADRE 3° CON PAOLO SCALFO

COLLISIONE
Testo e foto di Michele Calabrese

Sharm 31/12/2009
Credo che la cosa peggiore per un Comandante sia perdere la propria nave in una bella giornata di sole e mare piatto  , per ironia della sorte nell’ultimo giorno dell’anno 2009 .
Il giorno 31 dicembre eravamo in navigazione verso le Isole Tiran ( Mar Rosso )  , antistanti l’ingresso del Golfo di Aqaba, la nostra destinazione erano i siti di immersione di Shark Jolanda e Jack Fisfh Allè .
A bordo stavamo  preparando le attrezzature sub e le macchine fotografiche per la discesa che avremmo fato di li a poco su uno dei siti di immersione più belli dello stretto di Tiran , noto a tutti  i naviganti per le insidie nascoste a pelo d’acqua rappresentate dalle secche che costellano lo stretto di Tiran.
Lo stretto di Tiran è molto trafficato da navi mercantili e porta container di grande tonnellaggio dirette verso la Giordania ed è tristemente famoso per il grande numero di unità affondate in passato a causa della collisione con le numerose secche che seminano lo stretto, molti relitti affiorano ancora in superficie ormai corrosi dagli agenti atmosferici.
Le autorità marittime Egiziane hanno creato per il traffico marittimo un percorso sicuro segnalato da grosse mede luminose ben visibili  di giorno e  notte ma non sono servite a una grossa nave porta container , con a bordo circa 3.000 container , che davanti ai nostri occhi increduli alle ore 12,00 circa del 31 dicembre 2009 centrava in pieno uno dei siti  di immersione più belli dello stretto famoso per il grande passaggio di squali martello nei mesi che vanno da maggio a settembre.
La nostra attenzione fu richiamata dalla sirena della nostra unità azionata dal comandante che disperatamente cercava di segnalare con segnali sonori, luminosi e comunicazioni radio alla porta container che era in rotta di collisione ma nel giro di pochi minuti fummo costretti ad assistere al disperato tentativo di evitare con  macchine indietro a tutta forza l’impatto.
Una grande colonna d’acqua segnalò l’impatto con il reef e a causa dell’abbrivio la grande nave proseguì nella sua direzione arenandosi sulla secca con il bulbo di prora e la chiglia  squarciata.

Galleria Fotografica>>
 

LA SICUREZZA SOTT'ACQUA
Stiamo vivendo un’estate fantastica grazie alle perduranti  condizioni meteomarine ideali che rendono le immersioni nei nostri mari ancor più belle e appaganti. Vorremmo continuare ad occuparci di fotografia subacquea, pesca in apnea, primati d’immersione, mostre,  concorsi, eventi, attrezzature, modelle e sirene ma a malincuore dobbiamo aprire  una nuova “pagina” dedicata alla sicurezza e alla prevenzione degli incidenti ai subacquei in attività, in apnea o con l’autorespiratore e ai bagnanti.
Siamo costretti a farlo dopo  la recente  lunga serie tragici incidenti mortali  che ha colpito pescatori subacquei in apnea, sommozzatori sportivi e molti bagnanti. Abbiamo ricevuto molte richieste di informazioni, segnalazioni di gravi infrazioni che hanno reso assai pericolosa l’attività subacquea a causa di motonauti  irresponsabili, molte critiche alle didattiche che anziché proporre dei corsi esaustivi ben fatti propongono una serie esagerata di corsi allo scopo di far cassa, critiche agli istruttori che seguono la filosofia della catena di Sant’Antonio dei brevetti,  critiche ai centri subacquei che fanno le uscite anche con pessime condizioni di mare (mare mosso, corrente, acque con scarsa visibilità) o scarsa professionalità .
Prima  di entrare in argomento porgiamo le nostre sentite condoglianze a tutti i famigliari di chi è morto tragicamente.
Ed ora non vogliamo fare retorica o…demagogia ma con l’aiuto dei nostri esperti vogliamo dare dei consigli utili per tutti gli appassionati e cerchiamo di contribuire a salvaguardare la vita di chi dovrebbe vivere e godere il mondo sommerso con gioia, consapevolezza e con il massimo rispetto.
Per anni è stata propagandata  da alcune didattiche commerciali l’attività subacquea come: “sport per tutti”, “facile” “non pericolosa” “popolare”  e via dicendo.  Poi le stesse didattiche, in piena contraddizione propongono una serie incredibile di brevetti e  di specializzazioni e vien da chiedersi:  ma se è così facile perché si devono acquisire tanti brevetti?   Se fosse così semplice perché non fare, per esempio, come si fa in altre discipline sportive dove si supera un corso ben fatto e poi si passa all’attività?.
Ricordiamo qui alcune delle tragedie dell’estate 2009. In luglio Davide Bozzano, un pescatore subacqueo genovese in vacanza in Corsica è stato ritrovato dopo una giornata di ricerche sul fondo a 17 metri. Il 19 luglio al Largo di Diano Marina (IM) è morto   Marco  Giberti che si era immerso con autorespiratore e due suoi amici hanno rischiato per soccorrerlo. L’11 agosto    un pescatore subacqueo  Stefano Ferri  è stato ucciso dall’elica di una imbarcazione al largo di Recco nel Golfo Paradiso. Il 19 agosto soltanto nella acque della Sardegna hanno perso la vita tre sub. Massimiliano  Arbus, Davide Cancedda  e Antonello Carta. Purtroppo  gli incidenti mortali ai subacquei  sono stati molti di più in tutta la penisola.  Ma il numero più alto di vittime riguarda i bagnanti con nove annegamenti  in un solo fine settimana fra acque interne e mare. 
 Considerando che l’Italia è una penisola con oltre ottomila Km di coste più laghi e fiumi sarebbe auspicabile che tutti gli abitanti sapessero nuotare e basterebbe che oltre alle canoniche ore di palestra (educazione fisica) si inserisse nei programmi   “apprendimento del nuoto” come materia d’importanza vitale! Un esempio di quello che si potrebbe fare viene dal l’attivissimo Comune di Arenzano (Genova) dove da una quindicina di anni l’Ufficio Istruzione in collaborazione con la Rari Nantes finanzia l’educazione natatoria per le scuole elementari con due ore settimanali di pratica in piscina e così tutti imparano a nuotare fin da piccoli. 
Ed ecco cosa suggeriscono i nostri esperti:

CHRISTIAN MORANDI - Video opratore sub
Oggi è una splendida giornata finalmente.
Il cielo azzurro,il mare blu e sul gommone che fila veloce sull'acqua si ride e si scherza stemperando quella piccola tensione che si prova sempre prima di una immersione.
Ultimi controlli, ultime battute e poi giù in un blu profondo e accogliente.
Che meraviglia questo sito; gorgogne rosse oscillano nella poca corrente, e tanto pesce. Non si vorrebbe più uscire. Mi dò un'occhiata in giro e vedo le bolle dei miei compagni salire verso la superfice. Il tempo è scaduto e faccio segno al mio compagno di risalire: ok anche se malvolentieri.
Siamo in deco a tre metri, l'acqua è più calda e la chiglia del gommone è sopra di noi.
Poi, dal fondo arrivano tante bolle insieme, alcuni compagni stanno risalendo velocemente, troppo, troppo, velocemente, ci superano senza fermarsi.
Un'occhiata al computer, una al mio compagno e risaliamo.
"......sta male sta male aiutami........non so, non capisco, ........vai vai vai andiamo a terra!"
Oggi non è più una splendida giornata.
Purtroppo accade, fortunatamente non troppo sovente visto quanti siamo ad amare la subacquea .
Rispetto a quando ho cominciato ora siamo una moltidudine ed attorno alla nostra passione è sorto un mondo etereogeneo fondato sulla possibilità di guadagno che tali
numeri hanno creato.
Sott'acqua la percentuale di fatalità è pari che in superfice ma le possibilità di rimediare a piccoli o grandi incidenti crolla in maniera esponenziale.
Lasciamo per ora il fato e concentriamoci sui motivi scatenanti di un'incidente.
Dove c'è quantità non c'è qualità: ebbene normalmente è così e la subacquea non sfugge a questa regola.
Arrivi al diving, quasi sempre di fretta per non far aspettare i compagni che spesso non conosci bene, prendi la bombola, monti l'attrezzatura velocemente, dai un'occhiata
al manometro, infili la muta e via di corsa sul gommone : hai preso tutto? Chi tra di noi nega di aver almeno una volta dimenticato qualcosa a terra?
Ecco abbiamo già cominciato male: LA FRETTA non è solo cattiva consigliera ma PERICOLOSA.
Siamo stanchi, il viaggio è stato lungo e pesante? Si può, anzi si DEVE, a volte rinunciare.
Dobbiamo convincerci che i primi responsabili della nostra sicurezza siamo noi stessi e non delegarla all'istruttore o al diving che ci ospita.
Oggi i diving sono, per la stragrande maggioranza, strutture all'avanguardia gestiti da professionisti ed imprenditori che, oltre alla sicurezza dei loro clienti,
guardano con occhio critico la tutela della loro impresa e del proprio personale.
Ma sta a noi scegliere le strutture che più ci trasmettono fiducia: nella scellta di un ristorante siamo critici ma, al massimo rischiamo un mal di pancia, nei diving il rischio è più alto.
Lasciamo perdere le improvisazioni: gli pseudo diving, gli pseudo istruttori, i mega esperti, guardiamo, anzi osserviamo la sede, i mezzi nautici, le attrezzature, parliamo con i responsabili: credetemi le bugie hanno le gambe corte.
Ultimamente la GUARDIA COSTIERA, grazie a uomini che di subacquea sono esperti, ha accentuato l'interesse sul nostro sport con normative nate sulla
esperienza e sul buon senso e di ciò ne siamo grati: rimangono ancora gravi lacune sui diportisti che ci passano sulla testa ignorando le segnalazioni:
anche qui ricordiamo di tutelarci da soli; è vero che la segnalazione rossa e bianca ci da dei diritti ma è anche vero che da morti difficilmente li possiamo
far valere.

Domani sarà una bella giornata...................Sicuramente!

ANGELO AZZINARI - fondatore e istruttore Apnea Academy
In coscienza cercherò di rendermi utile anche questa volta dando un piccolo e spero utile contributo ai fini della sicurezza e prevenzione.
Dopo quasi 35 anni di attività in questa disciplina  credo di potre trasmettere alcuni consigli specialmente per i più giovani che si trovano oggi difronte ad una realtà molto diversa dalla nostra..
Oggi possono accederefacilmente a corsi di formazione, e sopratutto ad una vasta scelta di attrezzatura di grande tecnologia.

Ecco alcune regole fondamentali:
1) anche dopo aver fatto un corso, bisogna mantenere e rispettare i tempi obbligatori per la formazione psicofisica, per formarsi in modo omogeneo non si dovrebbe  superare la profondità dei 15 metri, le immersioni dovrebbero assumere un aspetto esclusivamente "formativo" pertanto il fucile subacqueo dovrebbe esere usato solo dopo un lungo e lento percorso . (questo chi ha la mia età lo sa bene )

2) nei pariodi estivi bisognerebbe prestare molta più attenzione sopratutto in superficie inquanto il vero pericolo è costituito dalle imbarcazioni, nei periodi di massimo afflusso dovremmo adottare tecniche di sicurezza maggiori, pertanto: in acqua sempre in due alternandosi e chi rimane in superficie ha 2 compiti precisi, uno fare da sentinella per i natanti e l'altro  da spalla al compagno immerso.

3)  segnalare la propria presenza con bandiere   grandi e vistose e quando si risale guardare  la superficie risalendo a "spirale" in modo da avere una totale visione a 360°e cercando di ascoltare gli eventuali rumori dei motori.

4) qualche giorno prima dell'escursione manteniamo una igiene di vita più possibile sana.
5) anche se difficile da applicarsi, dovremmo scendere in acqua in coppia (se affiatati e affidabili)
6) la pesca subacquea distogle dalla capacità di autocontrollo, va praticata con estrema coscienza e in profondità basse mass 15 mt, solo dopo anni di esperienza si acqusisce una crescita psicofosica che consente di praticarla con  un buon margine di sicurezza.

7) l'apnea subacquea è una disciplina molto seria e delicata, si scende in un ambiente a noi estraneo con il solo e limitato  "serbatoio" naturale dei nostri polmoni, pertanto va praticata con la dovuta serietà. 

8) evitare in modo assoluto le immersioni profonde a scopo di pesca se non "maturi"  e regolarmente accompagnati da persone pratiche nel primo soccoso e esperi in materia. (non ammettere e disconoscere i propri limiti è indice di carenza di professionalità) è questo che fa la differenza fra neofiti e professionisti. oggi si definisce professionista chi porta a casa un bel carniere, ma è un metro di valutazione  ERRATO e pericoloso.

9) la scelta di praticare questadisciplina deve essere consapevole ed a scopi diveri dalla pesca, chi pratica l'apnea subacquea in modo adeguato ne trae un beneficio difficilmente spiegabile, beneficio che modifica  la vita qotidiana, ilrapporto interpersonale e sociale, in meglio.

ALBERTO CHIOVELLI - Specialista medicina subacquea
Cari Gianni e Iskandar,
mi associo e sottoscrivo ampiamente tutto ciò che avete scritto; e soprattutto voglio sottolineare la tua instancabile voglia di dare informazioni e di richiamare sempre quelle norme e quei, in fondo, semplici  consigli che sono pressochè dimenticati o ignorati.
Eccovi  le mie considerazioni
a) Il primo argomento che reputo interessante è quello che più mi appartiene e cioè quello dell’idoneità medica. Negli ultimi anni siamo stati un po’ tutti abituati a considerare l’attività subacquea (ed anche il nuoto in superficie) uno sport che poteva essere praticato da tutti indistintamente; si è giunti anche al paradosso (almeno così la penso io) che è sufficiente un semplice certificato di un medico di famiglia per svolgere una attività che, pur essendo splendida ed appagante, influisce in modo significativo sul nostro organismo. La necessaria serietà ed il giusto approfondimento delle problematiche mediche servono esclusivamente ad assicurare in maniera ancora più importante la sicurezza nell’andare in acqua: ma  il “fare cassa” è molto più importante. Ovviamente non è solo questo; basta sapersi districare tra offerte più o meno allettanti e scegliere le persone serie e preparate
b) È evidente che una scuola e/o un diving seri avranno una cura dei particolari e dei dettagli e saranno in grado di consigliare per il meglio: MAI andare soli in acqua, SEGNALARE sempre la propria presenza, MAI pensare che stiamo facendo delle performances olimpiche, CONOSCERE i propri limiti, NON IMMERGERSI se le condizioni del mare non sono ottimali (in modo particolare mi riferisco al FREDDO)
c) Spesso mi chiedono: ma dopo quanto tempo di aver mangiato posso andare in acqua? Mi sembra chiaro che dipende da quello che si è mangiato. Un pasto ricco  richiede un tempo di almeno 2-3 ore per poter essere digerito; credo che sia comunque auspicabile che chi ha deciso di immergersi o di fare un bagno possa assumere sostanze facilmente digeribili, che vengono rapidamente metabolizzate e decida di rimandare il ricco pasto desiderato dopo l’immersione. Difatti sia pasti abbondanti che lunghi digiuni possono indurre una serie di risposte riflesse tali da pregiudicare la sicurezza dell’immersione.
d) Anche il consumo eccessivo di alcoolici (cosa purtroppo abbastanza frequente ed in preoccupante incremento) determina variazioni importanti, in modo particolare l’alcool favorisce la dispersione di calore (per vasodilatazione periferica). Purtroppo anche l’uso di alcuni farmaci (l’elenco sarebbe molto lungo e corposo) e di sostanze stupefacenti (anche questo aspetto va sempre tenuto in altissima considerazione) sono in grado di determinare importanti problemi durante l’immersione.

Queste piccole note mi sembrano, forse, già sufficienti; al fatto che il buon senso ci dovrebbe sempre guidare magari ci pensi tu a ricordarcelo in ogni occasione.

Segnaliamo il video molto ben fatto "sicurezza in acqua", presente sul sito www.albertochiovelli.it

 


 

SLC CGIL FISTEL CISL FIRENZE
RSA SLC E FISTEL ED. OLIMPIA


EDITORIALE OLIMPIA

'PESCA DEL CUORE'
BENEFICENZA PER CHI?
NON CERTO PER I DIPENDENTI E LE LORO FAMIGLIE
UNA REALTA' INDUSTRIALE ED EDITORIALE NATA NEL 1939
CHIUDE LA  SEDE STORICA DI FIRENZE E TRASFERISCE TUTTTO
A MILANO E ROMA SENZA LICENZIARE, DICE, MA DI
LICENZIAMENTI CAMUFFATI SI TRATTA

Il prossimo 18 luglio ad Orbetello si svolge la seconda edizione della 'Pesca del cuore?, gara di beneficenza organizzata dall'Editoriale olimpia e patrocinata dalla Regione Toscana. Ma per chi si fa la beneficenza? Non certo per i dipendenti e le loro famiglie che entro un mese e mezzo vedranno scomparire il loro posto di lavoro: Infatti la proprietà ha deciso di chiudere la sede principale dell'Azienda e procedere con trasferimenti di personale sulle città di Milano e Roma: In teoria, ma solo in teoria, l'intenzione sarebbe di non licenziare nessun dipendente. La realtà però è ben diversa: le persone che non vogliono o non possono trasferirsi (quasi tutte) saranno costrette a dare dimissioni spontanee e ciò renderà impossibile l'intervento di eventuali ammortizzatori sociali.
Si tratta dunque di licenziamenti camuffati!
Una realtà industriale ed editoriale nata a Firenze nel 1939 dalla Vallecchi che pubblica tra le altre riviste importanti come “Mondo Sommerso”, “Pescare Mare” e “Diana”, sta dunque dunque per chiudere la sua sede storica rendendo ancor più pesante la perdita di ruolo culturale del nostro territorio. Come è possibile far sparire in due mesi, tanto rapidamente e senza possibilità di appello una realtà così importante, portandosi dietro la vita di quasi 5o dipendenti con le relative famiglie? [Rsa Slc Cgil e Fistel Cisl ed.olimpia]

In occasione della conferenza stampa organizzata dall'Azienda e dalla Regione Toscana per presentare la seconda edizione della 'Pesca del Cuore' organizzazioni sindacali di base e provinciali e lavoratori hanno organizzato un
PRESIDIO
DOMANI 15 LUGLIO 2009 ORE 12.30
DAVANTI PALAZZO PRESIDENZA GIUNTA REGIONALE
PIAZZA DUOMO, 10 (Palazzo dei Bischeri)

 


 

PERICOLO SQUALI
Il nostro amico Michele Calabrese ci ha inviato le foto dello squalo longimano che lo ha "annusato" qualche giorno fa in circostanze simili a quelle dell'attacco mortale alla turista francese, ecco il racconto:
"Secca di Elphiston circa due miglia al largo della costa di Marsa Alam .
Quando siamo giunti sulla secca vi erano già due grosse barche da crociera ormeggiate con tanti turisti a bordo che schiamazzando indicavano delle pinne dorsali affioranti di squali.
Erano due grossi esemplari di longimano che si aggiravano tra le barche ormeggiate e il nostro gommone. Siamo scesi in acqua con qualche perplessità,  ma gli squali erano scomparsi. Dopo circa 40 minuti di immersione senza vedere nemmeno l'ombra di uno squalo ; in sosta di decompressione abbiamo sparato il pedagno per farci recuperare dal gommone appoggio e in quel momento come d'incato dal blu sono comparsi gue grossi longimano attirati dal rumore del motore, hanno cominciato a giraci intorno tenendosi a distanza, i compagni di immersione sono saliti sul gommone molto velocemente, io ero l'ultimo in attesa di salire quando vedo uno dei due animali puntarmi dritto contro.
Non me la sono sentita di voltargli le spalle per salire in barca,  ho pinneggiato deciso contro di lui emettendo tante bolle d'aria ma l'animale deciso continuava ad avvicinarsi e quando è giunto a pochi metri di distanza  ho sparato una foto e il lampo del flash  l'ha fatto deviare bruscamente, in un attimo sono stato recuperato di peso dal driver del gommone e via in direzione della costa a tutto gas.
Nel 2007 ero stato sulla stessa secca ( da due metri sprofonda in
verticale sino a 300 metri di profondità ) abitata da branchi di squali martello e longimano. Mai gli squali si sono fatti avvicinare e quando sentivano il rumore degli scarichi, si tenevano a distanza e poi sparivano nel blu.
Il comportamento aggressivo che hanno oggi è dovuto  al fatto che associano il rumore dei motori delle barche con il cibo perchè qualche imbecille gli  da mangiare   per fotografarli da vicino e si arriva persino a dar da mangiare stando in acqua a fare snorkeling..
Se accadono disgrazie come quella della turista francese la
 colpa non è degli squali ma delle guide e degli equipaggi irresponsabili  che permettono questo. Se non si prendono seri provvedimenti potrebbe ripetersi ancora quanto accaduto.
Di Michele Calabrese

.::FOTO DI MICHELE CALABRESE::.

.::FOTO DI MICHELE CALABRESE::.

 


 

Purtroppo martedì 1 giugno è accaduto quello tutti speravamo non capitasse mai. Nelle acque egiziane di Saint John una crocerista francese è stata attaccata da uno squalo longimanus. Un destino crudele quello che si è accanito contro la povera ragazza che, “inconsapevole” del pericolo, si è immersa in apnea per osservare lo squalo assieme ad altri compagni (circa 20 snorkelisti erano in acqua in quel momento). La ragazza si è poi allontanata dal gruppo degli snorkelisti e dalla parete del reef iniziando ad effettuare una serie di apnee per osservare più da vicino l'animale ed è stata attaccata. Le profonde ferite hanno causato in breve la morte per dissanguamento. Questi sono i fatti che hanno determinato la terribile aggressione, peraltro avvenuta dopo anni di distanza dall’ultima volta che sembra risalire al lontano 1997 quando uno squalo simile, si racconta avesse assalito due pescatori locali. E’ chiaro che di fronte ad una tragedia del genere si rimane esterrefatti e allibiti all’idea che possa essere accaduto in un mare dove ogni giorno si immergono centinaia di subacquei. Oggi con il senno di poi siamo tutti capaci a dare consigli, soprattutto agli altri, su come comportarsi ma forse una volta tanto varrebbe la pena di soffermarsi un secondo in più a riflettere dato che stiamo parlando di luoghi frequentati regolarmente almeno una volta se non più da parte della maggior parte dei subacquei europei. Negli ultimi anni avevamo notato un notevole aumento di squali longimanus in queste acque che, a differenza della loro indole di pesci oceanici e quindi pelagici, ultimamente si erano avvicinati sempre di più ai reef sottocosta. Purtroppo la causa di questo cambio di abitudini è da attribuire principalmente all’uomo che ha mutato le consuetudini dell’animale. Basti pensare a quante volte abbiamo assistito a scene in cui i marinai delle barche o gli stessi ospiti gettavano in mare cibo per attirare i longimanus sotto bordo in modo da poterli osservare più da vicino. E’ chiaro che nel tempo e con la perseveranza del gesto, i pesci si sono abituati al punto da cambiare le loro abitudini arrivando ad associare il rumore dei motori delle barche con la presenza di cibo. Il caso più eclatante è quello di Elphinstone reef, una delle immersioni più famose del Mar Rosso. Ormai da diversi anni la presenza dei longimanus sul versante meridionale di questo reef è una costante che inizialmente intimoriva non poco i subacquei i quali, terminata l’immersione si ritrovavano circondati da questi pesci particolarmente curiosi. All’inizio si assisteva a scene di panico dei subacquei che non riuscivano a risalire in barca in quanto lo squalo andava a porsi tra il sub e la scaletta di risalita. Con il passare del tempo l’uomo ha preso sempre più confidenza tanto da ribaltare i ruoli. Ultimamente si assisteva a subacquei per nulla timorosi che si avvicinavano ai longimanus per fotografarli sempre più da vicino. Insomma una vera e propria inversione di ruoli ma soprattutto una presa di confidenza ingiustificata. Con questo non vogliamo assolutamente sostenere che lo squalo sia un pesce così pericoloso come molto spesso ancora oggi ci viene descritto ma soltanto che forse è il caso di non dimenticarsi mai che ogni animale può, in qualsiasi momento, recuperare la sua vera indole. Troppa confidenza sott’acqua non ha ragione di essere e questo ne è l’esempio. Ancora una volta sono state create inconsciamente le basi affinché il pesce potesse esibire la sua pericolosità. Tuffarsi in acqua sbattendo le gambe è sicuramente una delle condizioni che possono generare forte interesse da parte dell’animale che in quel momento reagisce in base al suo istinto naturale di predatore. Quello che è successo pochi giorni fa dovrebbe essere un preciso monito a tutti quei subacquei che “esigono” di incontrare gli squali ad ogni costo in immersone quando sarebbe molto più logico pensare all’incontro con questo splendido animale come ad una casualità che avvalora ancora di più la sua visione. Esistono luoghi che garantiscono l’incontro con gli squali, questo non à il caso del Mar Rosso egiziano. Sarebbe troppo riduttivo apprezzare il Mar Rosso soltanto per questo. Troppo spesso veniamo in contatto con persone che vorrebbero incontrare squali in ogni immersione mentre tutto il resto non viene minimamente considerato. Questo approccio è il modo peggiore per conoscere il Mar Rosso che invece ci regala sempre meravigliosi incontri con pesci, colori e visibilità che pochi altri mari al mondo si possono permettere. Mi auguro che la casualità di questo incidente possa diventare la consapevolezza che dal mare non dobbiamo mai pretendere niente ma apprezzare e rispettare quello che ci viene ogni giorno offerto e ogni giorno sarà sempre diverso dal precedente. L’incontro con lo squalo dovrà essere sempre una casualità, così come quello con il leone nella savana e se questo non succederà la prima volta, tranquilli che arriverà il suo momento. Non possiamo essere noi a decidere i tempi e i modi.

Nuove diposizioni saranno prese a breve dagli organi che si occupano della salvaguardia del Mar Rosso Egiziano. HEPCA e CDWS emetteranno a breve regolamentazioni relative alla pratica dello snorkelling nelle acque "a rischio". Di seguito i punti principali sui quali stanno lavorando le 2 organizzazioni:
- Divieto di balneazione e snorkelling in acque dove viene riscontrata con ferquenza la presenza di squali
- Divieto di attirare gli squali gettando in mare cibo dalle barche. Shark feeding
- Divieto di immersione se non accompagnati da guide professioniste
- Divieto di immersioni notturne nei luoghi dove sono presenti squali stanziali
- Consigliato entrare ed uscire dall'acqua vicini alla parete del reef e non in mare aperto

 


 

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