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GOITO
( Mn) 14 OTTOBRE 2008 - APNEA
IN OSSIGENO - 17'05" SENZA RESPIRO
GIANLUCA
GENONI, primatista mondiale di immersione in apnea NEI GIORNI
24-25-26 NOVEMBRE p.v., a GOITO, (MN), si sottoporrà
ad una serie di esperimenti medico/scientifici, che avranno
come obbiettivo lo studio della risposta fisica ad una apnea
prolungata dopo ventilazione in OSSIGENO PURO
La
prova di apnea in ossigeno si svolgerà a Goito, presso
il centro termale Airone, in località Sacca di Goito,
sfruttando i benefici delle acque termali del centro.
Gianluca
Genoni, già detentore di diversi primati mondiali di
apnea profonda, ha stabilito il suo ultimo record nella specialità
dell'assetto variabile nel 2006 a Sharm el Sheik, con una
immersione a -141metri.
L’appuntamento
con questa prova scientifica, è fissato per i giorni
24-25-26 novembre, quando l'apneista lombardo TENTERÀ
DI SUPERARE I 17'05" DI APNEA, tempo mai raggiunto da
nessun uomo al mondo.
Infatti,
a oggi, l'apnea più lunga documentata, appartiene all'
illusionista inglese David Blaine con una prova in ossigeno
a 17'04", prova che non è stata documentata dal
punto di vista medico scientifico, cosa che invece incuriosisce
il campione lombardo, da anni dedito allo studio delle reazioni
del corpo umano in condizioni di stress ambientale.
Genoni
sarà affiancato dal suo solito team di assistenza subacqueo,
a cui si aggiunge da quest’anno uno staff di ricercatori
del DAN EUROPE, fondazione internazionale per la ricerca e
la sicurezza subacquea
Genoni
ha scelto le calde acque termali del Centro Airone di Goito
per il loro potere rilassante, che potrebbe aiutare a superare
questo ambizioso traguardo.
Per informazioni Paola Savini 338/7974141 info@genoni.com
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Nella prima settimana di ottobre, in acque egiziane ci
sarà un doppio importante appuntamento con l'apnea.
A
ottobre ci sarà un doppio appuntamento:
il primo è una discesa nel mitico Blue Hole di
Dahab, 60 km a Nord di Sharm El Sheik.
Il Blue Hole è un buco del diametro di 30 mt.ca.all'interno
della barriera corallina antistante Dahab, profondo circa
110 metri, Gianluca Genoni cercherà di raggiungere
con l'aiuto di una zavorra mobile di 10 chili. Il Blue
Hole è una palestra naturale per molti apneisti
e subacquei, per le sue caratteristiche scenografiche
che rendono affascinante qualsiasi immersione nelle sue
acque, fascino che a volte rischia di diventare pericoloso
proprio perché la limpidezza delle acque invoglia
gli sportivi a scendere sempre un po' di più.
Il secondo appuntamento è un'esibizione/tentativo
di record a Sharm-el-Sheik, nella specialità dell'apnea
preferita da Gianluca, l'assetto variabile.
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Il 25 settembre, si è svolto il primo test/allenamento
per individuare le eventuali difficoltà che le condizioni
meteomarine possono presentare nei punti individuati dallo staff
di Genoni come ottimali per un tentativo di record. Le condizioni
del mare erano ottimali per temperatura e visibilità
mentre qualche problema ha generato la presenza di corrente
sottomarina, non si esclude quindi la possibilità di
scegliere una location diversa per il tentativo sempre restando
nello specchio di Mar Rosso antistante Sharm el Sheik.
Dopo le consuete discese di prova in assetto costante, Gianluca
è sceso con la sua nuova slitta alla profondità
di 105 m. in 2'20", un tempo che conferma le elevate prestazioni
idrodinamiche della nuova slitta. |
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GIANLUCA
GENONI MIGLIORA NUOVAMENTE IL MONDIALE DELL’ASSETTO VARIABILE
REGOLAMENTATO CON -133 METRI.
Per la sua nuova impresa Genoni ha scelto come base operativa
l’ospitale cittadina di Chiavari dove ha trovato la massima
collaborazione dell’Amministrazione Comunale.
Il grande apneista di Busto Arsizio ha esordito nel profondismo
nel 1996 a Siracusa e da allora ha stabilito ben otto record
mondiale nella specialità “Assetto Variabile Regolamentato”
e due nel “Variabile Assoluto” – No Limits.
Il 2 ottobre abbiamo seguito la nuova sfida di Genoni con i
nostri fotografi Adriano Penco, Duccio Mazzocchi, Iskandar Risso
e con l’inviato Antonio Bovetti, avvelendoci della preziosissima
assistenza del Diving Center Odissea Sub di Lavagna. Ed ecco
la cronaca di Antonio Bovetti
“Anche
quest’anno Gian Luca Genoni ha fatto centro: in 3’
21” e 45 decimi è andato a toccare la profondità
di –133 metri ed è tornato in superficie in perfetta
forma e ha trovato applausi, urla di gioia di tutti i suoi fans
appollaiati, su gommoni, motoscafi e su un vaporetto del servizio
turistico costiero. Il nuovo record è stato stabilito
sabato due ottobre alle 9 e 45 minuti a circa tre miglia al
largo di Chiavari. Il leudo “Ferdinando Brigante”
messo a disposizione dall’amministrazione comunale, che
ha organizzato l’evento, ha fatto da supporto logistico
all’équipe di grandissima professionalità
(Massimo Grassadonia, Loris e Pino Gimondo, Claudio Ballarati,
AndreaVivian, Alfonso Sacco, Fobio Storelli e Paolo Varanini)
che assiste il campione da molti anni e sott’acqua assicura
la presenza rassicurante ogni circa 25 metri. Sui altri gommoni
dell’Odissea Sub c’erano giornalisti, fotografi
e operatori delle principali reti televisive nazionali e private.
Nel gruppo di assistenza erano presenti due medici, il primo
a –130 metri e il secondo nei primi dieci metri, sotto
il leudo . Questo è il terzo record conquistato dall’apneista
lombardo nel levante Ligure, – 126 metri a Rapallo nel
2001, poi due anni fa a Moneglia raggiunse i – 132 metri
e quest’anno –133 metri di profondità a Chiavari.
“E’ andato tutto bene – ci conferma il Dr.
Di Martino della Mares di Rapallo che ha sponsorizzato l’impresa
– il mare dei giorni scorsi ci preoccupava un po’,
ma questa notte è migliorato e il nostro campione ,con
più tranquillità ci ha fatto un altro bel regalo.”
Molto soddisfatto anche William Breventani della BWA gommoni,
l’altro sponsor tecnico, che ci ha detto “Ringrazio
Gianluca per la sua nuova impresa, credo molto nelle sue eccezionali
doti atletiche e nella sua filosofia sportiva,è veramente
un grande campione!”
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GENONI
SULLA VIA DEL RITORNO DALL’EVEREST
Gianluca Genoni sta concludendo felicemente la spedizione sull’Everest in compagnia dei suoi tre sommozzatori Scipio, Luca e Claudio e dei ricercatori del CNR guidati dal prof. Lucio Ricciardi
Dopo aver conquistato undici record mondiali di apnea profonda, Genoni ha voluto dare il suo tangibile contributo alle ricerche sulla fisiologia sottoponendosi a una complessa serie di test.in condizioni estreme.
La spedizione è durata circa venti giorni e dopo la fase di acclimatazione in risalita, è entrata nel vivo il 1° ottobre quando Genoni e i tre sommozzatori si sono immersi in un laghetto a quota 5200 metri, situato nei pressi della Piramide EV K2 del CNR. Genoni, protetto da una muta di serie della Mares, è riuscito a rimanere nell’acqua cristallina con temperatura di 4 o 5° centigradi per 1 ora e 40’. Nella discesa più profonda, facendo piccole soste, Genoni ha toccato il fondo del lago a 15 metri con il tempo totale di 2’ di apnea, sempre sotto costante controllo medico.
Il 3 ottobre Genoni è rimasto nel laghetto per altre due ore per completare i test medici e le riprese foto e videosub.
Il 4 si è svolta una videoconferenza con i ricercatori del Gruppo HELP (Himalayan Environmental Laboratori Project impegnati nel monitoraggio dei ghiacciai e con la partecipazione di Genoni.
In serata Genoni e i suoi compagni, conclusi tutti gli altri test a secco, hanno compiuto una ascensione a 5600 a Kala Pattar per godersi il tramonto sull’Everest
Due giornate di discesa e martedì 7 ottobre, trasferimento con la Yeti Airline a Katmandu per il rientro.
Fra le prime dichiarazioni di Genoni: “Nel laghetto e fuori faceva un freddo bestiale, ma è stato fantastico. Questa nuova esperienza mi lascerà un grande vuoto, ma ho provato emozioni uniche, sono stato il primo uomo a immergersi in quel laghetto e ho un gran rimpianto perché penso che non ci tornerò più. Intanto ringrazio il CNR, Gianpietro Verza e tutti gli amici che mi hanno aiutato”
L’impresa di Genoni apneista in alta quota per un programma di ricerche mediche ha solo due precedenti. Nel 1978 Jacques Mayol fece da cavia per una serie di immersioni nel Lago Huacracocha (Ande) a quota 4650 metri. L’acqua in superficie era 8°C e sul fondo, toccato da Mayol a –22 metri, era 4°C. La spedizione “Lake Mountain” di ricerche sulla fisiologia subacquea era diretta dal Prof. Pier Giorgio Data dell’Università di Chieti.
Nel 1982 Mayol accompagnò nello stesso lago Angela Bandini che scese a –20 metri con un’apnea di 1’ e 30”.
Per fornire un quadro più completo sulle immersioni in acque fredde, ricordiamo che nel Mondo le prime immersioni subacquee in quota risalgono al 1969 quando il Centro Medico del Club Sub Mares di Bogliasco (Genova) (Medici A.Ravara, U.Fabris, E. Brenda, G.F.Rossi, M. Traxino, P. Schenone, fotoreporter sub Gianni Risso che iniziava la sua attività) svolse un ampio programma di ricerche che culminò con le immersioni nel Lago Miage nel massiccio del Monte Bianco a 2020 metri di quota. I lavori furono pubblicati nel 1969 nei volumi della Società Italiana di Biologia Sperimentale con i titoli: Comportamento di alcune fasi della coagulazione del sangue in condizioni di ipotermia.
Indicazione reografica di probabile intervento dei cortocircuiti arterovenosi nella difesa fisiologica da freddo durante attività subacquea.
Varianti ematochimiche, elettrocardiografiche e reografiche in soggetti immersi in acque gelide di lago alpino a 2000 m. di quota. Tutti editi dalla Idelson – Gnocchi di Napoli |
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Il 22 settembre 2001, al largo del promontorio di Portofino, Gianluca Genoni ha nuovamente migliorato il suo primato mondiale di discesa in apnea "Assetto Variabile Regolamentato" portandolo a - 126 metri.
La grande impresa del campione lombardo si è svolta nel tempo totale di 3' e 9", con un tempo di discesa di 1' e 27"
Da quando nel 1996 ha esordito a Siracusa in questa specialità toccando la profondità di 106 metri, Genoni ha conseguito ben dieci "mondiali" e ora vuol applicare sulla sua muta uno stellone come si usa fare nel calcio. E a proposito di calcio, finalmente possiamo sorridere anche noi sub:perché, per una volta, a seguire il record c'era un pubblico degno di un mondiale.
Grazie alla collaudata macchina organizzativa di Genoni tutto si è svolto perfettamente e senza il minimo inconveniente. Il successo del campione è dovuto, ovviamente, per la maggior parte alle sue straordinarie doti psicofisiche e umane, e a quanti collaborano alle sue imprese. In prima battuta ricordiamo gli uomini del suo team di sommozzatori o meglio il gruppo di amici affiatati che lo seguono a vista anche sott'acqua: Andrea Vivian (apneista in superficie); Claudio Ballarati (a quota - 10 metri); Paolo Varanini (a - 20 metri); Alfonso Sacco (a - 25 metri); Pino Gimondo (a - 50 metri); Pino Banzato (a - 70 metri); Loris Gimondo (a - 90 metri) e Massimo Grassadonia "scipio" (da - 115 metri a - 126 metri). A proposito di Pino, che è il padre di Loris, ricordiamo che ha iniziato a seguire i profondisti nel 1988 con Enzo Maiorca.
Molto importante anche il tradizionale impegnativo supporto tecnico della Mares che segue tangibilmente il settore agonistico - sportivo di tanti atleti anche per la "profonda passione" del presidente Claudio Ferrantino e del dirigente Salvatore Trapani. Per la riuscita del record è stata determinante anche la collaborazione della Marina Militare che ha messo a disposizione la nave appoggio sommergibili Proteo garantendo la sicurezza a tutti i sub. Molto utile, per non dire indispensabile, la copertura per le riprese video in immersione e a fine corsa garantita dai tecnici della Nimar da sempre presenti sui teatri del profondismo internazionale.
Per la logistica in loco è stata molto apprezzata la collaborazione del porto Carlo Riva di Rapallo e del Centro Odissea Sub di Lavagna.
A tutto questo bisogna aggiungere il "fattore fortuna" che assiste sempre Gianluca e anche questa volta ha beneficiato di condizioni favorevoli: mare calmo, acqua limpida, assenza di corrente, temperatura dell'acqua in superficie 21° e 18° da 30 metri in giù. E una quota di portafortuna la rivendichiamo anche noi che abbiamo seguito Gianluca per e foto in immersione, in allenamento e in diretta e con assoluta regolarità abbiamo sempre portato con noi le migliori condizioni e nelle rare occasioni in cui sono sorti problemi non eravamo presenti! Segnaliamo, per concludere le note positive, che fra le oltre cinquanta testate presenti c'era persino una redazione galleggiante sulla prestigiosa imbarcazione appoggio sommozzatori "Wild Tuna" dell Europea Sub Service di Davide Olia di Genova. Sul confortevole dodici metri lavoravano Marcello Toja, Eliana Mini, Gianni Risso e Duccio Mazzocchi di Immersione Rapida M.A.R.E. e www.crashdive.it; Iskandar Risso di www.apneaworld.com; Robert Lee e Elio Felice di RAI 3 Genova ; Paolo Welters e Giorgio Cimbrico (molto ma molto bello il suo articolo del 23 settembre) del Secolo XIX, Andrea Rattaro (Deep) e Davide Olia. Totale delle riviste rappresentate sull'ammiraglia, oltre quindici fra italiane e straniereA conferma della nostra buona sorte: l'incontro con i delfini, all' andata come al ritorno, lungo il breve tragitto fra il porto e il punto d'immersione.
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L'INTERVISTA DI APNEAWORLD ( OTTOBRE 1999)
AW - Che cosa ti spinge a queste imprese?
GG - Quando sprofondo nel blu, sento le vibrazioni del mio corpo armonizzarsi sempre più con la calma degli abissi e in quei brevissimi attimi la percezione interiore del mio spirito diventa l'unica realtà del mio esistere. Sovente vorrei protrarre questa condizione estatica più a lungo, ma devo respirare anch'io!
AW - E quando sei alla massima profondità, in condizioni di pressione assolutamente mai sopportata prima da un essere umano in apnea, cosa provi? Hai paura?
GG - No, paura no, un certo timore per l'incognita pressione l'ho prima, ma giunto alla quota record sento una profonda calma interiore e una sensazione di benessere si impadronisce del mio corpo e della mia mente.
AW - Cosa ti ha dato l'apnea?
GG - Mi ha fatto conoscere meglio me stesso e la natura umana in genere. L'apnea non è soltanto uno sport., è una vera e propria disciplina di vita.
AW - Come ti prepari ai record?
GG - Faccio corsa, nuoto e palestra che abitualmente riprendo subito dopo la fine di un ciclo di primati. Dal mese di maggio inizio gli allenamenti in mare e aumento gradualmente la profondità. Nell'ultimo mese mi alleno con la slitta, comincio da - 85 / - 90 metri incrementando gradualmente le quote fino a toccare quelle record negli ultimi giorni. Mi preparo intensamente anche mentalmente in quanto con la sola forza fisica non si potrebbero ottenere simili risultati. Negli ultimi giorni, e particolarmente prima dei record visualizzo decine e decine di volte quello che andrò a fare nelle discese.
AW - Quale dei due ultimi record ti dà più soddisfazione?
GG - A quello di -122 sono molto affezionato perché è il primo che ho conseguito nel 1996 e ogni anno l'ho migliorato. Quello assoluto mi appaga totalmente perché è quello dove si vedono i veri limiti dell'uomo come: sopportazione della pressione e forza mentale.
AW - Siamo ormai a profondità incredibili, impensabili fino a poco tempo fa, ma pensi ci siano ancora possibilità di miglioramento?
GG - Si, penso si possa toccare e superare la quota di 150 metri che potrei fissare come mio obbiettivo, e possibile coronamento della mia carriera e realizzazione di un sogno.
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