
Inizio attività subacquea
Ho iniziato frequentando un corso federale ad ottobre del 1980 e ho conseguito il primo brevetto fipsas - cmas i primi mesi del 1981 per arrivare poi al brevetto di istruttore due stelle fipsas-cmas nel 1993
Inizio fotografia
Ho iniziato ad interessarmi della fotografia subacquea seguendo un socio del circolo che frequentavo allora, il CIAS di Vado ligure, che partecipava con ottimi risultati alle gare selettive per i campionati di caccia fotosub, acquistai allora una macchina fotografica,. La Pentax K 100, una custodia Nimar usata, e un flash cfs Cycnus e seguendo i consigli di altri fotografi mi "buttai"in questa avventura che continua tutt'ora.
Ricordo, però con particolare piacere che oltre alla passione e alla voglia di portare in superficie delle immagini da potere mostrare ai non subacquei, mi attirò il clima che si respirava e tutt'ora si respira durante le gare in cui l'agonismo e la sfida tra noi terminavano con il termine della prova in acqua, poi tutti aiutavano tutti nella scelta delle immagini con uno spirito cavalleresco che è difficile trovare altrove, e voglio ricordare tra gli altri due amici, Massimo Nicosia e Davide Riccardi che pur essendo già campioni affermati, in più di una occasione dedicarono il loro tempo ad aiutare un imbranato neofita come ero io allora.
La Caccia fotosub che oggi si chiama SAFARI FOTOGRAFICO SUBACQUEO, ha un regolamento molto semplice, di fatto il subacqueo sostituisce il fucile con la macchina fotografica e come se avesse un fucile deve presentare il maggior numero possibile di fotogrammi, con un rullino da 36 scatti, rappresentanti pesci di specie diverse.
Naturalmente l'immagine deve essere corretta tecnicamente sia per quanto riguarda l'esposizione che il fuoco. Deve essere gradevole, e qui la pazienza e l'occhio del fotosub sono indispensabili in quanto bisogna aspettare che il soggetto, che nella nostra disciplina è esclusivamente il pesce, sia tranquillo e assuma atteggiamenti e posizioni che possono far risaltare la livrea o lo sfondo.
Le difficoltà
In gara le difficoltà maggiori sono rappresentate ovviamente dalla ricerca delle diverse specie e quindi è necessaria una discreta conoscenza delle caratteristiche morfologiche e degli habitat dei pesci, ad esempio molti tordi della stessa specie cambiano livrea a seconda dell'ambiente in cui vivono, sarà tendente al verde se stazionano in una prateria di posidonia o assumerà un colore marrone-nocciola se vivono lungo pareti ricche di alghe di quel colore, stesso discorso vale per i maschi e le femmine che in molti casi hanno livree e caratteristiche completamente diverse, ad esempio la donzella femmina e più piccola ha un colore nocciola-bianco mentre il maschio ha colori intensi come il rosso il verde e il bianco. Altra difficoltà è data dall'avicinamento del pesce, il fotografo di safari fotosub cerca di realizzare l'immagine del pesce in modo tale che il soggetto sia almeno i 2/3 del fotogramma, va da se che per farlo deve avvicinarsi il più possibile, e non sempre i pesci sono della stessa opinione, quindi ottima acquaticità, assoluta padronanza delle attrezzature e l'utilizzo delle stesse tecniche della Pesca subacquea, non ha caso i migliori fotografi di safari fotosub sono stati anche ottimi pescatori subacquei.
Liguria
La liguria si è sempre distinta in questa specialità che è nata in Iugoslavia, approdata successivamente a Trieste e che nel nostro mare ha poi trovato uno sbocco naturale, per arrivare poi in sardegna ed in Sicilia.
La Liguria ha anche avuto ottimi campioni in passato fino ad arrivare ai giorni nostri con Davide Lombroso più volte campione italiano ed al sottoscritto attuale campione italiano in carica.
Quali risultati e per
chi gareggio
Da alcuni anni ho trovato nel Club Sub Isomar Cressi Sub Bogliasco
del presidente Risso una società dinamica ed efficiente.
Negli ultimi anni oltre ad alcuni piazzamenti importanti ai
campionati italiani, ho vinto in copia con Massimo Nicosia
il campionato a squadre all'Asinara nel 2001 sono arrivato
secondo negli individuali del 2004 e primo nel 2005, altre
competizioni importanti al di fuori del circuito del Coni
alcune vittorie nel trofeo madonnina di Zoagli e un primo
premio ad un trofeo internazionale.
Ho vinto anche il Campionato Italiano Safari Fotosub 2006.
Attrezzatura
Attualmente utilizzo una macchina fotografica NIKON D300 con
custodia Subal e flash SB800 NIKON in custodia IKELITE D125
Cattura più difficile e più soddisfante
La foto che in assoluto mi ha dato più soddisfazione è stata quella fatta ad una murena in tana presso l'Isola di Berteggi, in quanto, anche grazie alla poca profondità 16 metri che mi ha permesso l'effettuazione di numerose immersioni, mi ha consentito di catturare l'immagine proprio come la volevo io, con la bocca aperta e con i gamberi pulitori dentro la bocca.
La più difficile, un carangide all'Isola delle Femmine in Sicilia nella settimana precedente i campionati Italiani, e che, ovviamente, si è guardato bene di ripassare di lì durante la gara.
Possibilità per il sub
La Liguria è da sempre legata molto strettamente alla subacquea, ricordo che in Liguria nacque la prima scuola federale di Immersione creata da nomi ormai leggendari della nostra attività Marcante e Ferraro, ai nostri giorni poi con l'area Marina del Monte di Portofino, con la costituenda Amp dell'Isola di Berteggi e quella che sarà speriamo in un prossimo futuro AMP dell'isola Gallinara ad Albenga oltre a centinaia di siti di immersione sia su secche che relitti,uno per tutti l'Haven ad Arenano, è ormai una meta tra le preferite per i subacquei del nord Italia e dei paesi europei confinanti, vorrei fare però una considerazione e un piccolo rimprovero alle strutture turistiche Liguri le qulai non sempre vedono il turismo subacqueo come una opportunita di sviluppo del nostro turismo,e il più delle volte lo sopportano ed in qualche caso, per fortuna isolato, lo osteggiano.
Come avvicinarsi alla fotosub
La cosa principale è diventare un Ottimo subacqueo e per ottimo non dico quello che si spara ogni immersione a 40 metri od oltre, o che in parete viaggia a " 200" km all'ora, per ottimo intendo quello che ha la padronanza assoluta delle attrezzature, che trova l'assetto giusto in pochi secondi che quando gli sembra di pinneggiare piano va ancora troppo veloce, che quarda con attenzione ogni buco, ogni crepa , insomma ogni centimetro quadrato del fondo con attenzione, e tutto questo nei primi 10 metri , perché non immagini quanti subacquei, che magari hanno all'attivo centinaia di immersioni, non hanno mai visto un peperoncino, una bavosa od un ghiozzo, non sanno che i tordi fanno il nido come i loro omonimi con le piume e soprattutto si perdono i colori dei pesci quando sono in periodo di riproduzione.
Bene quando sei tutto questo, e mi rendo conto che non è poco, puoi avvicinarti alla fotografia, certo ora con le digitali è più facile, scendi con una macchina che è poco più grossa di un pacchetto di sigarette in molti casi non usi neanche i flash, ma gli "animaletti" che vivono sul fondo, i coloratissimi nudibrachi ad esempio li devi saper vedere e quindi anche se scendi con attrezzature di alta tecnologia, comunque i soggetti te li devi cercare e non sempre sono dove pensi.
Prossime immersioni
Ho alcuni sogni nel cassetto e dopo aver scoperto la bellezza
del mare di Celebes dove ho avuto occasione di fare una splendida
vacanza in un resort gestito da italiani, la voglia di ritornare
in quel mare è sempre tanta e mi piacerebbe fare il
giro di Papua nuova Guinea Borneo e Filippine.
