<<Frozen
42 - Leonardo D'Imporzano stabilisce il nuovo record mondiale
di nuoto a rana in apnea senza pinne sotto ghiaccio>>
E’
strano essere spettatore di un evento che ha caratterizzato
la tua carriera sportiva, scientifica ed è una emozione
intensa, particolare, che invade la mia mente e s’impregna
di ricordi che scorrono veloci come un trailer di un film.
Questa volta, quindi, (senza rimpianti ndr), non sono io il
protagonista che dovrà immergersi in apnea sotto una
lastra di ghiaccio alla conquista di un record di apnea estrema.
Tutti gli occhi sono ora puntati su Leonardo D’Imporzano,
25 anni, di Lerici e una passione sfrenata per l’apnea.
Anche lui spinto da quel senso di avventura che nasce dal
desiderio di confrontarsi, mettersi alla prova. Conquistare
un record è come scrivere un libro, non a caso il mio
editore mi ha sempre detto: si scrive un libro per se stessi,
per i familiari,per gli amici e se si vende qualche copia
in più tanto meglio. Ecco, un record lo si conquista
per se stessi, per i familiari e per gli amici, poi, se qualche
sconosciuto vorrà complimentarsi sarà una gratificazione
ulteriore, una conseguenza. Un record non deve essere la ricerca
di una effimera dose di notorietà che può svanire
come neve al sole. A Leonardo non ho dovuto spiegare tutto
questo, è un bravo ragazzo, dinamico e sono bastate
poche parole per fargli capire come avrebbe dovuto affrontare
questo momento.
Sono le 11.00 di sabato 23 febbraio e sono appena arrivato
in Val di Non presso il Comune di Fondo e mi sono subito recato
al Lago Smeraldo, piccolo ma geograficamente interessante,
situato a 1001 metr di altitudine. Una bella location per
incorniciare un piccolo grande sogno. Alle 11.15 Leonardo
era già con la muta, teso come una corda di violino.
I fori sul ghiaccio erano già stati effettuati giovedì
dal Team di Leonessa Diving e Aqua2o Sub Club di Brescia e
tutto è pronto per le prove generali. Saluto Leonardo,
passa un’altra mezzora e Roberto Greco si immerge con
altri due subacquei per dare assistenza a Leonardo. Nessun
record oggi, solo una propedeutica prova, prima sui 12 m e
poi su 35 m under ice, per affinare gli ultimi dettagli (pesata,
sensazioni, visibilità ecc..). Leonardo entra in acqua,
ma come tutti gli esseri umani, è un libro aperto e
mi rendo conto che la sua agitazione non rende onore alla
sinuosità motoria che dovrebbe caratterizzare un apneista.
Si immerge in modo convulso, non effettua la corretta tecnica
di respirazione e rilassamento, sembra un talpa che freneticamente
percorre i suoi cunicoli per fare capolino dal cratere dei
piccoli vulcani di luce. Capisco il momento e, serenamente,
gli consiglio di rimanere più tranquillo, di gestire
con più pacatezza le fasi preparatorie prima del tuffo
under ice. Esce da un foro visibilmente agitato e mi comunica
che aver perso, per una frazione di secondo il senso dell’orientamento,
quel tanto che basta per scatenare quel senso di panico che
non auguro mai a nessuno di provare. All’esterno c’è
il sole ma quando si è under ice nulla è semplice
e nulla deve essere lasciato al caso. Le prove generali terminano
con un percorso di 35 metri effettuato in scioltezza da Leonardo,
sintomo di una buona preparazione e che lasciano intravvedere
la conquista del record prevista per il giorno dopo. Alla
sera tutti a cena in una bella baita e poi tutti a nanna!
E’ domenica, sono le 11.30 ed il sole non ha ancora
illuminato il tracciato-record che, da foro a foro misura
43 metri. Non sembra una misura impegnativa ma Leonardo nuoterà
a rana, senza pinne ed è al suo primo record. Ore 12.30
è tutto pronto, Bill Stromberg (simpatico, dinamico
e professionale presidente e giudice AIDA) chiede un briefing
propedeutico all’omologazione del record. Arriva la
troupe della RAI e vari giornalisti che ascoltano incuriositi
le indicazioni in inglese di Bill. L’ice team di Leonessa
Diving e Acqua20 Sub Club hanno sistemato tutto il percorso.
Il sole finalmente invade la location e tutto è pronto
per il conto alla rovescia. Leonardo è già pronto
con la muta, gli assistenti attendono un mio cenno per entrare
in acqua, Bill osserva attento ogni fase, Pietro Sorvino Istruttore
ANS ha l’incarico di seguire Leonardo per tutta l’immersione
con una telecamera. Deve essere una unica ripresa senza tagli
o pause che comprometterebbero l’omologazione: una bella
responsabilità! Leonardo è in piedi, sul foro,
mi avvicino a lui e gli comunico che tra dieci minuti dovrà
partire. Le telecamere della RAI riprendono tutto senza esitazioni
per regalare agli spettatori emozioni da togliere il fiato.
Ok, ci siamo, do il via a Leonardo, che inizia la fase di
rilassamento e respirazione. E’ un'altra persona oggi
Leo, non è agitato, anzi, è concentrato e silenzioso
come un monaco tibetano. Non gli dico nulla, nessun consiglio,
non servono! Sa già cosa e come deve comportarsi, non
avevo dubbi, perché, per esperienza, so che il giorno
x è un giorno speciale, unico. Quando si arriva vicino
al foro si è come in trance e le voci e le persone
appaiono distanti anni luce sebbene a un metro da te. Il silenzio
è irreale, gli occhi dei curiosi penetrano l’anima
ma non possono invadere una concentrazione assoluta. Questo
è Leonardo in questo momento! Mancano 5 minuti e faccio
un segno al team di assistenza che si appresta a posizionarsi
sotto il ghiaccio. Angeli custodi di un volo che sembra infinito.
Pietro Sorvino ha già la telecamera accesa, mi immergo
per e gli faccio un cenno che mancano 3 minuti. Ci siamo!
Mancano 60 secondi, 30 secondi ed infine ecco l’ora
x! Leonardo D’Imporzano effettua l’ultima profonda
inspirazione e si immerge in quel mondo ostile, al gelo e
al buio alla conquista di un sogno a lungo attesa. E’
elegante, sinuoso, deciso, determinato e procede sotto il
ghiaccio con una potenza impressa dal suo fisico e soprattutto
dalla sua mente. Sopra il ghiaccio sono tutti a bocca aperta,
in silenzio in attesa di liberare un emozione che attanaglia
e imprigiona il respiro. Lo vedo arrivare, gli vado incontro,
lo osservo e accompagno la sua perfetta emersione che scatena
un grande applauso! Mi cadono gli occhi sulla sua fidanzata
e sono occhi lucidi di emozione e gioia. Anche Lei si è
immersa con Lui e forse, per lei è stato ancora più
difficile. Leonardo esterna senza freni una gioia indescrivibile
e subito i giornalisti della RAI rubano i primi emozionanti
istanti che rimarranno impressi nei servizi televisivi. Bravo
Leonardo, 43 metri a rana sotto il ghiaccio e, per giunta,
ufficialmente omologati. Non ha importanza se domani qualcuno
ne farà 50 o 100, perché ciò che conta
non è la distanza, ma la volontà di raggiungere
il tuo sogno, il tuo obiettivo ed è questo che conta.
Immergersi sotto il ghiaccio è una sfida con se stessi,
alla ricerca di una avventura unica, da vivere e far vivere
a chi ti sta più vicino. Poi se qualcuno vorrà
complimentarsi sarà una ulteriore gratificazione, ma
questa è solo una conseguenza….
Un plauso alla professionalità, efficienza organizzativa
e simpatia dell’ICE TEAM di Leonessa Diving e Acqua20
Sub Club composto da: