.::SEAC SUB::. .::BEST DIVERS / BEST HUNTER::.


Venite a visitare la pagina dedicata ai pensieri commemorativi per Jacques Mayol, e spediteci un vostro pensiero.
Cliccate qui per entrare

___________________

IL CAMPIONE MONDIALE DI APNEA GIANLUCA GENONI RISPONDE A TUTTE LE DOMANDE IN TEMA DEGLI APPASSIONATI ATTRAVERSO IL NOSTRO PORTALE. INVIATE LE VOSTRE DOMANDE A: Apneaworld.com.
Tutti voi avrete una risposta

.::OLYMPUS::.


.::SPEAR FISHING MOTION::.

 

<<QUELLA VOLTA CHE...Racconti di pesca di Gabriele Delbene>>

IL BANCO LA SCALA: TERRENO DI CACCIA TRA ADRIATICO E JONIO
In un luogo fantastico e primordiale, grosse prede e incontri da sogno .

Il tacco d'Italia, cioè la Puglia, dovrebbe terminare a S. Maria di Leuca, questo almeno è ciò che si vede sulle carte geografiche. In realtà ce n'è ancora un bel pezzo che prosegue sott'acqua in direzione SSW, un grosso promontorio sottomarino che su in fondale sabbioso di 70-100 metri prolunga la separazione tra i mari Adriatico e Jonio.
E' il banco La Scala, uno dei luoghi di pesca più straordinari che io abbia mai visitato e dove certamente ho vissuto le avventure più movimentate ed emozionanti della mia carriera.
Il promontorio è largo 3-400 metri e lungo circa 3 miglia, con una forma asimmetrica, degradante a ovest verso lo Jonio, e a strapiombo sul lato est dalla parte dell'Adriatico. Il cappello pianeggiante, a circa 20-25 metri, è liscio e senza tane, quasi sempre spopolato di pesci come il lato verso lo Jonio.

La muraglia delle meraviglie
La parte orientale, detta anche Taglio di Leuca, è invece una lunga muraglia a spacco che dalla quota del cappello precipita nel blu con alcune terrazze a quote variabili, larghe pochi metri e ricoperte di sabbia. Nelle giornate buone qui si vede di tutto, si possono fare incontri di dimensioni colossali e si può fare un carniere di rispetto con una frequenza di cattura impressionante: fino a una preda ogni due immersioni. Una cosa che oggigiorno non succede quasi più.
In superficie non è raro trovare branchi di decine di palamite, a cui non vale la pena di sparare, si attraversano. Più in profondità si incontrano branchi di barracuda tra i 5 e 10 chili (i barracuda ormai sono dappertutto!) e altri pelagici e predatori. A ottobre sulle terrazze fanno incursione ricciole di tutte le taglie e più a fondo i dentici record si incontrano già da settembre. Nelle tane in parete abita la cernia bruna classica, purtroppo quasi solo di taglia media e piccola perché bombe e bombole hanno lasciato il segno. Invece con la cernia alessandrina o dotto, specie più pelagica e gregaria, si possono fare incontri di branchi con 10-15 individui o anche di più.
Inoltre, qua e là, su e giù, dappertutto, saraghi, corvine, mostelle, orate, di tutte le dimensioni, tanto che agli esemplari sotto al chilo non si spara per decenza e per non sprecare un colpo. E non parliamo del pesce azzurro, nuvole d'argento che ti avvolgono flottando nel blu, fuggono improvvisamente e ritornano e si arrestano, coordinati come in un balletto, leggeri come una fuscelli.
Questo è l'unico posto che io conosca dove si possono vedere anche 7 o 8 specie da preda in una sola immersione.

Il motore di tutto: la corrente
Ma perché sullo spacco c'è tutto questo ben di dio e pochi metri più in là, sul cappello, praticamente il deserto? Dipende tutto da una fortissima corrente (fino a 3 nodi) che scende dall'Adriatico e si getta nello Jonio, e impatta a 90 gradi contro lo sbarramento del banco e qui rimescola e solleva enormi quantità di microrganismi sulla parete, innescando un ciclo biologico ricchissimo che attira il pesce azzurro e via via tutti gli anelli della catena alimentare fino ai grandi predatori. E' la corrente dall'Adriatico che rende il banco La Scala il paradiso che è, ma rende anche le immersioni un tantino movimentate, o più emozionanti, se preferite.

Mi sono inventato la pesca in questa corrente bestiale dopo aver chiacchierato con un bravissimo pescatore alla traina, che mi spiegava come il banco La Scala fosse considerato un hot spot dai trainisti, ma solo nei giorni di corrente e solo sul lato di levante. I subacquei del posto, gente fortissima e anche campioni, andavano sul banco solo nelle giornate calme, tanto che lo consideravano un posto così così, tanta fatica ma poco carniere, magari grosse prede ma ogni morte di papa. Anch'io ci ero andato qualche volta nei giorni di calma e effettivamente avevo combinato poco.

Alla prima immersione in corrente, in assetto costante per provare, la spinta era talmente forte che nella discesa ho oltrepassato la spaccata e sono finito sul cappello. Poi ho preso bene le misure e mi immergevo una cinquantina di metri prima, per arrivare giusto alla parete.

Quella che vi racconterò adesso è una storia tra le tante che ho vissuto nei diversi anni in cui passavo il settembre in Puglia. E' una storia all'insegna dell'esagerazione, perché tutto sul banco La Scala è esagerato, per grossezza, per numero, per diversità, per profondità, e, ovvio, per forza irresistibile della corrente. Sono emozioni forti, scariche di adrenalina e anche qualche botta di strizza. Per fortuna ero sempre sorvegliato e assistito magistralmente da un grande barcaiolo, il mio amico Biagio di Santa Maria di Leuca, un manico con il timone e una sicurezza per chi sta sotto.

Lo squalo?
La storia è quella di un calcio di rigore non tirato, cioè un dentice sui 7 Kg che si salva perché viene fuori di meglio! Possibile? Sì, ma solo sul banco La Scala. Sentite.
Era una giornata incominciata male, vedevo solo palamite e barracuda e stavo già pensando che prima o poi gli avrei sparato, anche se controvoglia, giusto per portare a riva qualcosa. Poi ho trovato una piazzola sui 35 metri che mi sembrava buona, e infatti era visitata da un branco di dentici ragguardevoli che saliva dal blu, girava sulla piazzola e si immergeva di nuovo. Io mi ero acquattato contro la parete e facevo "il polpo", una tattica semplice ma efficace che consiste nell'appostarsi e poi indietreggiare un po', come fa il polpo. Pare che questa manovra attiri irresistibilmente la curiosità e infatti funziona quasi sempre. E anche quella volta il mio polpo mi aveva già fatto prendere un bel dentice di 6 chili. La giornata si era girata al buono e tra me pensavo di prenderne almeno un altro e così ho fatto un altro appostamento sulla piazzola. Come immaginavo (o speravo) il branco di dentici è arrivato di nuovo a fare le evoluzioni e io ne stavo già mirando uno ancora più grosso di quello di prima, sarà stato sui 7 chili buoni, quando ho visto il branco dividersi come il mar Rosso con Mosè e un'ombra scura, in controluce, avanzare lentamente verso di me, Ora dovete sapere che da quando faccio pesca subacquea io ho un terrore: lo squalo bianco. "Prima o poi ne incontro uno" mi dico sempre, e lì in Puglia i bar espongono una quantità di foto con cernie, ricciole, tonni enormi e, indovinate, con squali da cardiopalma. Incoraggiante! Là sotto, a vedere quell'ombra ho pensato subito "questa volta ci siamo", ma poi quando ho riconosciuto la sagoma più familiare della ricciola ho rimandato con sollievo l'incontro con lo squalo e ho graziato il dentice.

Sua maestà la ricciola
La ricciola è un animale strano, a volte ti viene a guardare dentro la maschera, altre volte se ne sta in disparte e non vuole saperne di venire a tiro. Quella volta ha fatto le cose a metà: è arrivata fino a tre metri da me, mi ha guardato un po' e poi si è messa di fianco, ferma, un po' sussiegosa. Non me lo son fatto dire due volte: ho tirato dietro la branchia e l'ho trapassata. E' rimasta qualche secondo immobile, come se stentasse a capire quello che era successo, e poi con due codate si è inabissata contro corrente. Io risalgo e vengo trascinato nella direzione opposta, così lei si prende tutti i miei 100 metri di sagola. Arrivato in superficie le ho dato uno strattone forte, sperando di non rompere niente. Questa manovra, se va bene, stabilizza il pesce in quota e in pratica impedisce che si inabissi di più. Biagio col gommone mi è venuto in soccorso, abbiamo risalito la corrente e piano piano siamo riusciti a recuperare più di metà sagola. Dopo quasi mezz'ora di tira e molla era a -20 metri, immobile. Allora ho deciso di scendere per doppiarla ma alla prima volta sono stato un po' ingenuo e non c'è stato niente da fare, lei mi ha visto e ha dato uno scatto. Io sono stato portato via dalla corrente.
Riprovo con un po' più di calma e riesco a doppiarla. La abbraccio per portarla su ed è alta quasi come me. Arrivati a terra diamo i numeri: 163 centimetri e 37 chili.

Restate con noi
Il banco La Scala, come dicevo all'inizio, è un luogo senza paragoni, primordiale per la sua impetuosità e per la ricchezza di vita. Mi ci sono immerso molte volte e mi piacerebbe raccontare le più... da raccontare.a presto un saluto a tutti i lettori


Gabriele Del Bene


.::GUARDA LA FOTO::.
Il 23 novembre in condizioni di mare estreme" dopo che era stata rinviata a Rapallo l'ultima prova del I° GIRO DI PESCA IN APNEA , Roberto Prister (per tanti anni portacolori del club sub Mares Nimar di Bogliasco) ha deciso di fare qualche tentativo pescando all'aspetto al largo di Bogliasco.
Il coraggio di Roberto ha avuto un esito strepitoso in quanto dopo poche discese ha centrato una enorme Leccia che al peso ha fatto segnare kg. 30,5.

 

Goggler



Tutte le immagini e i testi di Apneaworld.com sono coperti da Copyright.
Per acquistare le nostre foto APNEAWORLD di Iskandar Risso Via Inferiore Chiesa di S. Ilario 1/B - 16167 (GE)
P.I.: 01437400995 Tel.: 010.8691017 Fax: 010.8630138 e-m@il: iskandar.risso@fastwebnet.it
A richiesta i nostri fotografi possono realizzare qualsiasi servizio fotografico in Italia e all'estero.

 

Inserisci la tua E-Mail per ricevere le novità su Apneaworld.com

Iscriviti
Cancellati

.::OMERSUB::.

.::ACQUASUB::.

.::GEONAV - IL TUO SESTO SENSO IN MARE::.

.::ALBATROS TOP BOAT::.

.::EUROPEAN DIVE IN' CENTER::.