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<<L'APNEA
PER I GIOVANI>>
a cura di Alessandro Schiasselloni
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AVVVICINARE
I BAMBINI ALL’APNEA PARTE I
di
Alessandro Schiasselloni – preparatore atletico
INTRODUZIONE
Forse
la mia vicinanza al mare , la passione per lo sport, mi ha sempre
portato ad ammirare e rispettare il mare in tutte le sue “forme”.
Da
bambino passavo ore ad immergermi nel blu del mio “piccolo”
paese (San Michele di Pagana – Rapallo – Genova)
;sembra ieri ma, ahimè, sono passati quasi 38 anni e
purtroppo il mare non e’ piu’ lo stesso , anche
se qualcosa in questi ultimi anni e’ cambiato, e forse
sta cambiano in meglio( Parco di Portofino ) gli “amici”
di una volta, quelli del blu del “nostro”, mare
sono spariti per lasciar spazio a quello che la civilta’
chiama “progresso”.
Ogni estate vedo tanti bambini avvicinarsi al mare per giocare
a tuffarsi nel blu, pero’ pochi provare a scrutare e capire
i segreti di quell’immenso pianeta che ci circonda, e
che ne fa’ dei suoi ospiti, una storia “incredibile
“ di bellezza e natura primordiale, nella gestualità
e vita in se stessa.
Avendo
solo un figlio, ho cercato di fargli rivivere le emozioni della
mia gioventu’:
la nostra avventura inizia a 6 anni (Luca e ‘ nato il
6 Gennaio 1994 ) e arriva a 13 anni , dove il percorso e’
stato vario e stupendo, non potrei raccontare le emozioni provate
dal primo tuffo nel blu con maschera e pinne, fino ad arrivare
a 9 anni per la sua prima immersione con l’ARA, il primo
brevetto PADI a 10 anni, e poi , la crescita e la voglia di
sentirsi piu’ pesce che uomo / bambino e questo solo l’apnea
puo’ dare, dove ogni gesto ha un senso e scoprire i propri
limiti fisiologici e psicologici e’ il gioco di ogni immersione,
e questo non e’ certo cosa da adulti solo, ma da bambini
che amano il mare e vorrebbero trasformare i sogni in realtà,
per sentirsi una volta nella vita “pesci” e vivere
il mare, sia esso colorato come nel Mar Rosso che “verde”
del nostro Mediterraneo nelle sua forma pura, dove i metri non
contano, dove anche a 2 metri di profondità si ci si
puo’ divertire e senza spese eccessive , come purtroppo
e’ quello dell’ARA , si possono passare i limiti
dei sogni e vivere esperienze uniche che un segno importante
nella crescita lasceranno, per far capire che i limiti dell’uomo
sono piu’ nella testa che nel fisico .
Spesso
come Divemaster PADI, ma anche come Preparatore Atletico, cerco
di avvicinare bambini (e adulti ) alla subacquea , sia essa
ARA che Apnea pura, ma ogni volta mi scontro sulle credenze
di massa, dove la parola “pericolo” e’ l’unica
ad esistere e vincere incontrastata sulla realta’ sulla
tecnologia e sulla scienza ,visto i passi da gigante fatti nella
sicurezza delle attrezzature per l’ARA e quelli della
medicina sportiva sulle metodiche allenanti per quanto riguarda
l’apnea l’ARA..
Molti
di voi lettori, conosceranno fin troppo bene, questa triste
storia di tutti i giorni, sia per aver passato personalmente
che per sentito dire,dedicandomi ora all'aspetto tecnico , onde
capire e perche’ no? lasciare a Voi ogni commento del
caso se avvicinare “SI O NO “ i bambini all’apnea
e che benefici possono esserci oltre ai rischi veri e non hai
fantasmi delle parole di chi vive lo sport solo passivamente
alla TV o leggendo il quotidiano.
RICORDIAMOCI
CHE SIAMO NATI IN ACQUA!!!
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NOZIONI
BASE SULLE METODICHE DA APPLICARE IN APNEA
ETA’
INZIO ATTIVITA’ DI SNORKELING: 5-6 fino a 9-10
anni – nuoto e piccoli tuffi in “mini apnea “
di pochi secondi ( massimo 15 “) , solo per abituare
la testa e i propiocettori sensoriali a nuovi livelli di equilibrio,
e far diventare lo stress della mancanza di gravita’
e dell’equilibrio idrostatico sui vari piani di riferimento
“normali” – QUEST’ULTIMO UN
PARAMETRO IMPORTASSIMO COME FASE ALLENANTE PER LA CRECITA
DEL BAMBINO .
Ricordiamoci che anche un portare di handicap in acqua puo’
rivivere le emozioni dell’equilibrio e della fluidità
dei movimenti. Questa e’ una legge che se sfruttata
porta sui soggetti sani sviluppi sensoriali eccezionali che
nella fase di crescita sono fondamentali .
In questo periodo di eta’, le esperienze di vita ( pericolo
) e quelle fisiologiche e organiche sono ancora troppo instabili
per poter pretendere una base di risposta ai rischi per troppo
ossigeno e troppa anidride carbonica: sincope .
E’ raccomandato lo sviluppo di nuoto in ogni stile e
di piccoli “giochi” sott’acqua quali capriole
, equilibrio a testa in giu’, evoluzioni tipo “delfino”
, tanta da sviluppare confidenza con l’acqua il piu’
possibile .
Non e’ da ricercare assolutamente la profondita’
massima :SI DEVONO CRECERE I BAMBINI SENZA LIMITI
MATEMATICI o GARE CON VINTI E VINCITORI ….
, se noi diamo dei limiti (cosa che loro gia’ cercano
senza una nostra spinta verbale) poi creeremo sempre queste
attitudini nell’eta’ evolutiva piu’ adulta,
finche si trovera’ nel rischio l’unica fonte di
stimolo per creare adrenalina e per trovare stimoli nuovi
sempre piu’ pericolosi.
Lo scopo deve essere un misto tra sport e divertimento ma
anche cultura e insegnamento della biologia marina e del rispetto
del Mondo di cui siamo ospiti.
ETA’ COMPRESA TRA 12 -15/16 anni : siamo nell’eta’
piu’ critica per il bambino, se abbiamo creato vivi
interessi e cultura dell’ambiente, ora possiamo avvicinare
il bambino alla tecnica pura incominciando a creare piu’
logica allenante nei sistemi ma sempre senza superare il concetto
di “sicurezza” .
Lo stimolo maggiore deve essere nella ricerca delle sensazioni
e del linguaggio corpo/mente/stress/risultato ricercato .
Sempre dando limiti di apnea dinamica entro i 50” -70
“ cercando di tenere gli occhi sempre bene aperti onde
evitare rischi estremi , visto che siamo sempre ospiti del
mare e dobbiamo sempre rispettarlo onde poter godere della
sua bellezza ma evitando la sua tremenda forza!
In questo periodo e’ essenziale sviluppare la corretta
pinneggiata e dare sensibilita’ all’assetto nelle
posizioni fondamentali (orizzontale – verticale nei
due sensi) oltre sempre le variazioni a “corpo libero
“ in simulazione dei movimenti dei pesci, oltre che
per stimolare ogni parte agonista e antagonista del corpo
anche la sinergia muscolare e la forza di equilibrio dinamico
e statico nel fluido.
Sono da evitare prove di profondita’ oltre i 10 metri(limite
gia’ fin troppo assoluto in se stesso anche per gli
adulti) ma prediligere la dinamica per distanza orizzontale
, sempre su profondita’ intorno ai 2-4 metri e per cui
di sicurezza per ogni evenienza.
Lo
scopo di ogni allenamento deve essere ricercato su:
-
compensazione con minor spreco aria (vedi varie tecniche )
e per abituare l’apparato uditivo(fisiologia orecchio)alle
pressioni e all’acqua
- equilibrio dinamico e statico tridimensionale
- forza nella pinneggiata e uso muscoli stabilizzatori dell’assetto
del tronco
- ricerca della migliore ergonomicita’ in ogni piano
assiale di riferimento
- fluidita’ dei movimenti
- controllo dei tempi di sosta e apnea secondo rapporti di
1 a 2 massimo 3
- ricerca della morbidezza e della bradicardia per controllo
stress
- studio della respirazione e quindi allenamento muscoli toracici
e diaframma
- abbinare il tutto alla corsa o bicicletta oltre che all’insostituibile
nuoto
- nel nuoto: eseguire tabelle di respiro x bracciata a crescere
in apnea (esempio 4 bracciate in apnea – 6 bracciate
in apnea –ect.) per imparare a controllare la forza
muscolare e lo stress di richiesta di aria.
- Le prove di apnea dinamica vanno mantenute con un tempo
massimo di 3 minuti circa , sempre programmandole secondo
tabelle a crescere apnea e ridurre tempo di respirazione .
RICORDATEVI
CHE LA SICUREZZA E’ TUTTO , MAI ANDARE SOLI
EDUCARE IL RAGAZZO/A AL PERICOLO NON VUOL DIRE METTERE DELLE
PAURE MA SOLO FARGLI CAPIRE CON LOGICA E SCIENZA I LIMITI
DELL’UOMO, E CHE OGNI RECORD SEGNATO DEL CAMPIONE, NECESSITA
DI ANNI DI LAVORO, E NULLA VIENE PER CASO, MA SOLO FRUTTO
DI TANTI SACRIFICI SPORTIVI E QUESTO PER ANNI.
Nel
prossimo articolo parlero’ di allenamento a secco, cioe’
di come prepararsi nei periodi “invernali” e di
cosa ricercare in questi periodi.
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AVVVICINARE
I BAMBINI ALL’APNEA PARTE II
APNEA E BAMBINI : L’ARTE DEL RESPIRO E NOZIONI TECNICHE
Prima
di passare alla parte tecnica, se ritengo opportuno sottolineare
che questi articoli , non avranno uno scopo “MATEMATICO”
di come impostare un’allenamento per l’apnea,
ma bensi, dovranno dare uno spunto “MORALE” per
far si si possa ricredere il comune “PASSA PAROLA”
che l’apnea e’ uno sport per pochi , o meglio
“SOLO DA SUPERMAN”.
Vorrei
aprire una parentesi su quanto si possa arrivare, senza problemi
e rischi, ma bensi’ con logica e conoscenza , visto
che solo l’apprendistato e l’ignoranza porta all’aumento
considerevole dei rischi e non solo nell’apnea ma in
ogni sport, con la sostanziale differenza che l’uomo
non essendo pesce , trova nell’acqua un pianeta amico
ma che deve rimanere sempre “ospite” di esso.
Curerei
per primo i benefici psicologici che questo sport puo’
dare, e che “a mio parere” sono fondamentali per
la crescita dei bambini, tanto da staccare le menti , fin
troppo martoriate da video games dove l’impossibile
e’ solo un livello da superare , e riportare in essi
la crescita dentro sulle proprie capacita’, e soprattutto
su quelli istinti che ogni persona ha dentro, e che regolano
i primi mesi di vita, ma che con il passare dei mesi, poi
vengono manipolati da noi adulti, a nostro piacimento ( non
completo per fortuna….) finche’ ogni sensazione
di benessere e di necessita , viene soppressa quasi dalla
ingordigia usanza degli adulti, nel ricercare nelle solo “immagini”
i sensi del benessere.
La ricerca del proprio “io” , inteso nel ritrovare
l’ascolto del proprio corpo , della sue funzionalita’
primarie muscolari e organiche , alla fine di avere un mezzo
completo e propiocettivo , da poterlo utilizzare non solo
nell’apnea ma bensi’ nella vita di tutti i giorni
.
Tanto
per riallacciarmi a quanto lasciato sospeso nel primo articolo,
penso sia opportuno delineare che l’apnea profonda o
la ricerca di una perfomans agonistica , debba restare uno
sport “agonistico” da adulti, visto che nel bambino
( 7- 16/18 anni ) la mancanza di ottime basi di esperienza
e coscienza del rischio, potrebbero confondersi con la “fantasia”
dei videogames, e questo porterebbe sicuramente ad aumentare
troppo i rischi di questa disciplina sportiva.
Da mia
esperienza , e opinione, logicamente tengo a sottolineare
questo, ritengo che l’apnea debba restare nei bambini,
un complemento ad altri sport, per sviluppare alcuni organi
e sistemi muscolari, che sono alla base di ogni sport , e
cioe’ : capacita’ polmonare (muscoli interessati
nella respirazione) -propiocettivita'-capacita’ del
controllo del respiro e terrei a sottolineare IL MODO DI RESPIRARE.
Proprio
su questo argomento vorrei soffermarmi in questo secondo articolo:
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IL
MODO DI RESPIRARE (l'arte del respiro)
Che
io definirei in maniere un po’ pittoresca e narrativa
: L’ARTE DEL RESPIRO.
Come
preparatore atletico, mi occupo sia di atleti agonisti ,
ma anche di recupero e riatletizzazione delle persone infortunate
e spesso di persone con patologie molto gravi sia muscolari
/ossee / neuro muscolari .
Ogni movimento , sia esso abbinato ad un gesto a corpo libero
di forza o di ricerca dell’equilibrio (propiocettivita’
ect.) , trova nel respiro il segreto del risultato ottimale.
Quante
persone sanno respirare bene?
Provate
a fare questa domanda, a chi per sfortuna della vita , soffre
di una malattia polmonare “grave” , come persone
che seguo io e che hanno visto nel trapianto dei polmoni
la gioia della vita , che prima trova solo la forma di una
mascherina e di una bombola per il conforto di quello che
noi possiamo fare e facciamo ma che solo in casi estremi
di carenza di “aria” ci rendiamo conto che “fumare”
fa’ male…..
Provate a prendere una persona di tutti i giorni e farla
rimanere 40” senza respirare e poi guardatela in faccia.
Provate e far correre una persona e poi nel momento dell’affanno
chiedetegli di respirare piano e profondamente mentre sta
correndo.
Provate
e mettere una mano sopra la bocca di una persona e ditegli
di respirare con l’aria che filtra tra le vostre dita.
Provate
a dire a chi vive di caffeina e fumo, di rilassarsi respirando
profondamente .
Provate,
provate, provate!
Allora
vi rendere conto che quello che dico e’ realta’,
e allora vi renderete’ conto che insegnare ai bambini
L’ARTE DEL RESPIRO, dovrebbe essere materia scolastica
, ma ahime’ , meglio non toccare questo argomento,
visto che la ginnastica purtroppo a scuola e’ ora
solo gioco puro, e trova poca logica educativa se non in
qualche test di mobilita’ articolare , che forse il
suo tempo ha fatto , visto che piegare le persone e’
fin troppo facile, ma farle star diritte contro la regina
“gravita’ “ che ci schiaccia tutto il
giorno, invece e’ cosa da pochi .
Allora poi non lamentiamoci, se in quest’epoca nel
momento dello stress lavorativo e di vita , ci scappa il
morto , forse se prima di agire , sapessimo respirare meglio,
ci renderemo conto che L’ARTE DEL RESPIRO combatte
la tachicardia da stress, e soprattutto porta ossigeno al
cervello che spesso ne e‘ fin troppo carente, per
tensioni forti che si sommano a quella della gravita’,
e che trovano nella contrazione muscolare e nella somatizzazione
la strada delle maggiori patologie posturali .
STRESS - POSTURA - OBESITA’ : la triade maledetta
del futuro , eppure basterebbe cosi’ poco per star
bene .
Dopo
questa parentesi “di pura meditazione” , ritorno
ai bambini e come avvicinarli all’ARTE DEL RESPIRO
, primo passo verso l’apnea ma , come gia’ detto,
primo passo per imparare a gestire con il respiro ogni situazione
sia essa di forza pura che aerobica .
NUOTO
Lo sport a mio avviso che tutti i bambini (eccetto quelli
affetti da particolari patologie ) dovrebbero fare e abbinare
ad altri sport piu’ divertenti e che in Italia trovano
stimolo psicologico maggiore (calcio - sci - tennis - ect.)almeno
2-3 allenamenti alla settimana : vari stili e metodiche
( come da corsi FIN) oppure abbinare il nuoto al gioco ,
con la pallanuoto ( visto che il nuoto in se stesso e’
spesso troppo alienante…e puo’ stufare per mancanza
di stimoli e soprattutto di divertimento puro)ottima metodica
da applicare e’ il nuoto con incremento delle bracciate
senza respiro : su questo argomento esistono ottimi trattati
per gli adulti, da abbinare con logica ai ragazzini ( vedi
libri di Pelizzari ect.)
CORSA
Vorrei sottolineare che se volete correre da adulti DOVETE
IMPARARE A CORRERE DA BAMBINI .Oramai , occupandomi di traumatologia
e recupero funzionale, noto che e’ troppo pericoloso
correre da adulti senza un passato di apprendimento biomeccanico
e propiocettivo del gesto tecnico , che da bambino trova
sincronismi che ogni persona potra’ facilemente rischiamare
da adulti , con ovvi adattamenti del caso.
Anche nella corsa ci si puo’ divertire con circuiti
di corsa e mini apnee, oppure di iperventilazione nei momenti
di carenza di aria / ossigeno e recupero tra anche piccoli
scatti divertendosi a controllare la fase di normalizzazione
del respiro e lucidita’ mentale / reattivita’
e equilibrio .
CICLISMO
Qua entra il gioco del mezzo , cioe’ la bicicletta,
per cui e’ forte stimolo per un bambino l’uso
del mezzo ( che rappresenta la moto e quindi un mezzo degli
adulti) .logicamente il lavoro muscolare cambia molto tra
la corsa e la bicicletta, un conto e’ un corpo che
sposta tutto il suo peso da un’arto all’atro
, un conto quello di una persona che sta seduta su una sella
e trova nel telaio/ruote parte dell’aiuto per ridurre
il carico funzionale e quindi la gravita’ del peso
sopportato in generale nel gesto per movimento articolare.
Resta pero’ il fatto che il torace e i muscoli lavorano
alla grande e quindi vale la regola della corsa per ogni
gioco di apnea e recupero
MUSCOLARIZZAZIONE
- PALESTRA CON ATTREZZI / PESI
Penso che avvicinare i bambini sotto i 13 anni alla ginnastica
con attrezzi e pesi, sia una dei piu’ grossi errori
nella gestione del tempo libero da dedicare allo sport,
oltre al fatto di quello che potrebbe accadere se la ginnastica
con pesi, non e’ seguita da persone coscienziose e
ben qualificate (un argomento troppo difficile da trattare
ora..)
Almeno fino a 14/15 i bambini dovrebbero muoversi a corpo
libero e ricercare nella coordinazione e negli equilibri
lo scopo dell’allenamento .
Nella crescita abbiamo pochi anni per creare queste capacita’
che poi troveranno nella “poliedricita’”
la loro forma fine del successo, quella poliedricita’
che spesso le persone definiscono dote di pochi, ma che
lo e’ spesso per mancanza di cultura educativa sportiva
(scolastica e no) .
L’apnea entra proprio in questo settore, in queste
prime pietre del fondamentale base del palazzo che ci ospitera’
tutta la vita , e che se vogliamo sia alto e solido , ma
anche voluminoso (respiro ) dobbiamo coltivarlo da piccoli
e non quando ci accorgiamo che i muri si crepano e cadono
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Mi
fermerei ora, per passare al diario di mio figlio, tanto
possa essere preso come considerazione, ma solo per far
capire che l’apnea e’ un pianeta ancora inesplorato
e tale rimarra’ finche i preconcetti non saranno distrutti
dalla conoscenza.
Prego vogliate analizzare , l’aspetto
psicologico , quanto Luca ha scritto , sempre tenendo presente
che ogni metro o secondo deve trovare giusta educazione
onde non si verificano brutti incidenti.
Luca e’ nato il 6 Gennaio 1994, ha
imparato a nuotare all’eta’ di 4 anni , avvicinato
al nuoto in piscina , ha sempre dimostrato passione per
il mare e le sue creature, tanto da farlo diventare la mascotte
dell’EuropeanDc , e che con la sua prima immersione
da “delfinetto “ in Ara a 9 anni e apnea + nuoto
, ha trovato ora all’eta’ di 13 anni una cultura
che sta portandolo ad ottimi successi sportivi nel ciclismo,
sua passione attuale , dove affronta la durezza dello sport
, con delle capacita’ mentali e soprattutto sempre
controllando i respiro che grazie all’apnea sa’
dover benefici e scuola e che tutt’ora pratica con
passione sia per il controllo del respiro ma sopratutto
nella ricerca dello scoprire le sensazioni piu’ profonde
del proprio corpo sia in una fase muscolare pura (apnea
di manica) che di rilassamento totale (apnea statica).
Quanto ho fatto con Luca, non e’
possibile dettagliarlo ora, e poi sarebbe inutile farlo,
visto che dall’eta’ di 9 anni ad oggi, il lavoro
maggiore e’ stato su quello psicologico piu’
che muscolare puro , che fa’ gia’ con la pallanuoto
e il ciclismo .
RICERCA DEI PROPRI LIMITI
IN SICUREZZA
Di
Luca Schiasselloni ( lucaschiasse@libero.it ) - 11-12 anni
OBIETTIVI
RAGGGIUNTI NEL 2005 ( 11 anni )
APNEA STATICA:2min (05/10/05 casa mia).
APNEA DINAMICA:32 metri (2|8|05 piscina di rapallo).
APNEA IN ASSETTO COSTANTE:7 metri x 30-45 secondi di durata.
OBIETTIVI
RAGGIUNTI NEL 2006 (12 anni )
Apnea
statica: 3 min.
Apnea dinamica: 50 mt
Apnea dinamica senza pinne:40 mt.
Apnea in ass.costante: 12 mt
1)
Apnea dinamica: 50 m (estate 2006, paraggi).
Note: la distanza l’ho calcolata ad occhio perciò
era approssimativa ed andava dalla riva fino alla fine della
seconda secca. Ho usato le pinne gara 3000 di papà.
2) Apnea dinamica senza pinne: 40 metri (estate 2006,12/7/2006
piscina di rapallo).
Note: prima di effettuare questo record ho svolto una serie
di apnee da 25 metri.
3) Apnea statica: 3 min (estate 2006, 18/7/2006,casa).
Note:ho effettuato una decina di apnee prima del record.la
respirazione era completa ma non forzata.
4) Apnea in ass.costante: 12 m. (estate 2006,paraggi, matitone,
21/7/2006).
Not:l’apnea e il tuffo avevano una durata complessiva
di 1 min. e 5 sec.
5) Apnea in ass.variabile:
6) Apnea no limits:
7) Tempo di permanenza in un immersione effettuata a 5 metri
di profondità:1 min. e 45 sec. (estate 2006,paraggi
, 25/7/2006).
Note:ho incominciato a sentire la fame d’aria a 1
min. e 25 sec.potevo fare 2 minuti ma non volevo rischiare.
8) Tempo di permanenza in un tuffo a 9-10 metri di profondità:
1 min. e 35 sec. (estate 2006,olivetta, 5/8/2006).
note:avevo ottenuto la giusta ventilazione.
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LA
MIA RESPIRAZIONE
Aggiornato al 18/7/2006
Ho notato che già da alcuni giorni ho migliorato
il mio tempo di permanenza ad una profondità variabile
di circa 3 o 4 metri.
Questo è dovuto ad un altro modo di effettuare la
respirazione. Ecco,nel mio caso, come è strutturata:
fase a) effettuo una serie di atti respiratori normali x
1,30-2 min.
fase b) controllo la perfetta flessibilità del mio
corpo
fase c) a circa 30 sec.dal tuffo comincio ad effettuare
una serie di atti respiratori forzati
fase d) gli ultimi 4 respiri li svolgo cercando un compromesso
tra quantità d’aria immessa nel corpo e basso
consumo di energie.
ASPETTO PSICOLOGICO : una giornata con un Campione - dal
diario giornaliero che tiene per ogni sport .
UNA
GIORNATA CON GIANLUCA GENONI
Dal diario di Luca Schiasselloni
( lucaschiasse@libero.it ) - 12 anni
18/7/2006
Ci svegliamo sapendo che la giornata sarà davvero
unica.
In fretta e furia prepariamo la roba da sub, scendiamo dalla
porta e carichiamo il nostro dink 150.
C’era un po’ di traffico, ma niente di cui preoccuparsi.C’è
da preoccuparsi invece del grande caldo che fa. Eravamo
a ben 35 c°!!!
Arrivati all’attracco del gozzetto, facemmo un check-up
della nostra attrezzatura, per vedere se avevam portato
tutto.intato mio padre salì a bordo e tolse il tendone
di protezione e controllò il livello della benzina:purtroppo
non ce nera a sufficienza ed allora fummo costretti ad andare
a fare rifornimento.
Finita l’operazione ritornammo al’attracco e
vedemmo da lontano il pluricampione del mondo di apnea GIANLUCA
GENONI, che si accorse della nostra presenza e salì,
con grande soddisfazione di mio papà e del sottoscritto,
a bordo.
Allora tirò fuori la sua attrezzatura composta da:pinne
in carbonio,muta speciale,maschera e boccaglio che, date
le sue dimensioni faceva supporre ad una discesa poco profonda,
dato il suo ampio volume interno. Ma presto mi sarei ricreduto.
Il grande geno ci comunica subito che la sua zona d’allenamento
sarebbe stata davanti a paraggi, ma noi non immaginavamo
quanto.
Dopo 10 minuti di lenta navigazione mio padre svolto verso
la punta della cervara, ma prima che potesse ruotare il
timone, Genoni disse ” qua è troppo poco profondo;
ci sono solo 50 metri di fondo, vai dietro a quella nave
”.Con estrema perplessità mio padre si diresse
nella direzione indicata e questa volta ando più
che bene. Beh eravamo proprio in mezzo al mare!!!!.
Ultimata la vestizione, Gianluca si posiziona vicina al
suo pallone segnasub, al quale è collegata una sagola
che porta fino ad un piombo, il quale è situato in
prossimità del fondale.
Inizia la sua ventilazione, io non voglio perdermela manco
se ci fosse stato un enorme squalo che mi avrebbe inghiottito.
Noto che la sua preparazione all’immersione, peraltro
molto lunga era composta da una prima fase in cui respirava
in modo normale e rilassato. Poi, compiva 3 o 4 atti respiratori
molto forti. Successivamente, ritornava alla sua respirazione
leggera e naturale. Gli ultimi respiri, i più emozionanti,
li compie usando tutto il suo sovrumano torace da 9,6 l
di capacità vitale.
Ci siamo ,si scende per il primo tuffo: la capovolta, perfetta,
gli fa guadagnare subito 4 o 5 metri di profondità.
Ma ora inizia il momento più bello: con ampie e potenti
falcate lo vidi inabissarsi nel blu. Trenta secondi dopo
eccolo riapparire dagli abissi, sereno,tranquillo, anche
se la profondità a cui s’era recata appare
impossibile a noi comuni mortali. Era andato a ben 50 metri
di profondità.
Dopo essere riemerso ricomincia il suo recupero e la sua
ventilazione. Nella stessa modalità precedente s’immerge
negli abissi. Intanto chiedo a mio padre quanto tempo ci
stava impiegando.
In base alla risposta capì subito che aveva appena
compiuto un’ apnea più profonda della precedente.
Infatti quel tuffo lì, fu ad una profondità
enorme: 60 metri !!!
Dopo aver come sempre recuperato e ventilato adeguatamente,
svolse ancora 3 tuffi a profondità più “umane”.Ma
ecco che finalmente ebbi la fortuna di immergermi con il
campione al mondo.
Ero a dir poco iperfelice. Scesi nel blu a 10 metri e fui
subito raggiunto da Gianluca. L’emozione era indescrivibile.
Alla riemersione Gianluca confidò a mio padre che
io non ero male, e penso che quel giorno fu una grande svolta
nella mia vita, dove imparai a vedere e a migliorarmi in
una disciplina così unica osservando solo i movimenti
di quella persona, il suo comportamento, le sue azioni di
quella che in italiano si definisce campione.
A questo punto penso che chi ha capacita di intendere e
analizzare questo scorcio di vita di un bambino, possa prendere
ogni parte di quanto scritto da Luca e farne arte per la
crescita di altri bambini e questo non solo nella ricerca
del gesto tecnico puro, ULTIMO PARAMETRO DA VALUTARE E SPESSO
DA EVITARE, ma bensi’ per la crescita psicologica
che questo sport sa dare, nella magia del mare che purtroppo
quel velo sottile che ci separa gli occhi e le nostre capacita’
visive , ma che immersi con la maschera possiamo coltivare,
allora forse 1-2 tuffi alla settimana, nel periodo estivo
per far vivere qualche emozione in piu’ ai nostri
figli, oppure un regalo di un corso di mini apnea che esistono
e son ben gestisti da ottimi istruttori di varie Federazioni,
potrebbe essere quel filo sottile che lo terra’ apppeso
nei momenti critici della vita per la scelta giusta e senza
paura di sbagliare , magari con L’ARTE DEL RESPIRO
e quel pizzico di CONTROLLO DELLE TENSIONI MUSCOLARI in
un gesto cosi’ difficile qual’e’ la spinta
che ci distacca dalla superficie per la discesa nel blu’,
che l’apnea fa’ diventare arte e abitudine ,
di chi sa affrontare i problemi con calma e logica del caso,
senza usare la forza e la rabbia ma che una buone respirazione
diaframmatica aiuta tanto nella scelta.
Spero abbiate apprezzato
questi “semplici” articoli, non ho scritto tabelle
o formule magiche, ma solo parole di riflessione nella ricerca
della logica del caso ogni variabile adatta per raggiungere
l’obiettivo prefissato.
Vi
aspetto per un tuffo insieme e magari con i vostri figli
: perche no’?
Alessandro Schiasselloni
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